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Cuba Nel Mirino

by Cubanite (30/09/2003 - 09:38)

cubanelmirino.bmp

Con un po' d'apprensione scopro questo SITO o BLOG
che presenta degli studi su piani di aggressione americana a Cuba.
Cosa ci sarà di vero??

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Es por ti

by Cubanite (29/09/2003 - 08:44)

Tramonto a Cienfuegos.jpg

Oggi voglio dedicare e dedicarmi una canzone. E' in spagnolo ma non è cubana, è di Juanes un cantante colombiano che ha successo anche a Cuba .
Questa canzone mi scatena ricordi violenti e piacevoli, lo sto sentendo un po' troppo questo CD (Un dia normal) ....

ES POR TI - JUANES

Cada vez que me levanto
y veo que a mi lado estás y me siento aniquilado
Me siento aniquilado aniquilado si no estás
Tu controlas toda mi verdad y todo lo que está de más
Tus ojos me llevan lentamente al sol
Y tu boca me habla del amor y el corazón
Tu piel tiene el color de un rojo atardecer
Y es por ti...
Que late mi corazón
Y es por ti...
Que brillan mis ojos hoy
Y es por ti...
Que he vuelto a hablar de amor
Y es por ti...
Que calma mi dolor
Y cada vez que yo te busco
Y no te puedo aún hallar
Me siento un vagabundo
Perdido por el mundo
Desordenado si no estás
Como mueves tú mi felicidad
Y todo lo que está de más
Tus ojos me llevan lentamente al sol
Y tu boca me habla del amor y el corazón
Tu piel tiene el color de un rojo atardecer
Y es por ti...
Que late mi corazón
Y es por ti...
Que he vuelto a hablar de amor
Y es por ti...
Que brillan mis ojos hoy
Y es por ti...
Que calma mi dolor

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Black out in Italia, ma a Cuba come son messi?

by Cubanite (28/09/2003 - 20:28)

Maluccio. In tutti i 3 miei viaggi mi è toccato in sorte almeno un'interruzione dell'energia elettrica.
Tutti i locali pubblici e le famiglie, o almeno quelle che possono, sono dotati di torce elettriche ricaricabili per fronteggiare le frequenti interruzioni.
Ovviamente non mi riferisco solo a o problemi metereologici causati dagli uragani, come quello di 3 anni fa' che ha causato danni e interruzioni in alcune zone dell'Isola per quasi una settimana (una settimana, ci pensate, cosa faremmo noi?).
L'energia elettrica è scarsa anche se non tutti i cubani hanno la casa elettrificata.
Per ovviare a questo inconveniente nel 1982, nella zona di Cienfuegos, precisamente a Jaraguà, con capitale e tecnologia sovietica si era iniziata la costruzione di una centrale nucleare.
Con i suoi 4 reattori avrebbe dovuto fornire circa 1700 megawatt equivalenti alla metà del fabbisogno elettrico della fine degli anni 80.
Dopo 10 anni, con il crollo del comunismo e il disfacimento dell'URSS e il congelamento dei finanziamenti i lavori si fermarono.
1.200.000.000 $ sprecati, ne mancherebbero o 750.000.000 $ (non si vede dove il governo potrebbe trovarli) per completare l'opera che ora ha grossi costi di manutenzione e causa più di una paura a popolazione ed osservatori occidentali.
La cupola della centrale nuclearesi può vedere minacciosa da Cienfuegos, una delle mie località cubane preferite, eccola:

centrale Nucleare Cienfuegos.jpg

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Trinidad - Patrimonio dell'Umanità per l'UNESCO

by Cubanite (28/09/2003 - 15:35)

Trinidad.jpg

Sono diversi i siti storici e naturalistici dichiarati nel 1988 dall'UNESCO come uno dei patrimoni dell'Umanità.
TRinidad una cittadina "museo" coloniale, piccola e graziosa. Con soli 50.000 è la più conosciuta perla della provincia di Sancti Spiritus.
Purtroppo, è uno di quei luoghi cubani in cui le coppie miste (cubani e stranieri) non possono dormire, una delle tante folli contraddizioni ed anomalie della mia amata Cuba.
Noi a Trinidad ci siamo stati solo (troppo) velocemente, mi riprometto di tornarci per rivederla bene e soprattutto per attraversare la Valle de los Ingenios pittoresco luogo ricco di insediamenti preziosi per l'archeologia industriale (zuccherifici).
Ecco qualche mia foto della cittadina.

Trinidad2.jpg

Trinidad3.jpg

Trinidad4.jpg

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Bravi bambini!

by Cubanite (27/09/2003 - 10:01)

Nell'ultima settimana cubana ho passato qualche giorno in famiglia all'Avana, ospite della novia cubana.
E' stato interessante, mi ha permesso di aggiungere qualche granello di conoscenza su Cuba. L'esiguo mucchietto in mio possesso è comunque ben lungi dall'essere quella montagna che dovrebbe e spero un giorno diverrà. So ed ho capito poco di questo Paese, di questo sono ben conscio.
Venerdì sera (19/9) i ragazzetti erano in subbuglio, tutti vestiti col la loro divisa scolastica (camicetta bianca e pantaloncini o gonnellina rossa) hanno invaso in gruppi le strade accendendo (con la supervisione degli insegnanti) falò.
E' l'anticipo di una festa che dovrebbe svolgersi questo fine settimana, non ho indagato abbastanza e me ne pento, lo farò via mail.
La bambina di casa il giorno dopo aveva un buono di merito, eccolo:

Guardia Pioneril.jpg

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Io sono la rivoluzione - Articolo su l'Espresso

by Cubanite (26/09/2003 - 17:39)

Articolo si espesso On Line

Io sono la Rivoluzione
Fidel Castro si confessa con il regista Oliver Stone. Sull'America, l'11 settembre, i diritti civili, l'embargo, il comunismo. E sul suo destino colloquio con Fidel Castro

di Oliver Stone

Il soggetto Castro non è stata una mia scelta, è venuto fuori quando un produttore argentino, Fernando Sulichin, me lo ha proposto. Siamo andati con una piccola troupe spagnola e con il cineasta messicano, Rodrigo Prieto e di fatto abbiamo girato uno speciale tenendo a mente l'idea di un uomo che guarda indietro alla sua vita passata. Avevo già avuto modo di incontrare Castro nel 1986 all'Havana Film Festival dove 'Salvador' venne proiettato con enorme successo. In quell'occasione Castro mi era sembrato un uomo cordiale ed esuberante, una persona interessata alla cultura e alla vita.

Pensai che questo incontro, a 16 anni di distanza dal primo, mi avrebbe dato la possibilità di approfondire, di capire meglio ciò che la vita aveva significato per un uomo vissuto come un guerriero e un ribelle di successo, un uomo che porta con orgoglio le sue cicatrici, che è ancora alla guida del suo paese e che è stato il padre della rivoluzione. Un uomo forte che si è guadagnato quello che i francesi potrebbero definire un certo rispetto. Si può non condividerlo, lo si può odiare, ma di certo è impossibile ignorarlo. È una forza della storia.

Per alcuni si tratta ormai di storia datata, sorpassata, per coloro che si sono fatti beffe degli anni '60, di Che Guevara, della rivoluzione comunista, ma non capiscono che l'influsso segreto della storia è molto più forte delle loro profezie e delle loro accuse. È l'influsso segreto della storia la vera forza del cambiamento. È la voce che viene dalla gente del mondo. Possono parlare sottovoce ai banchieri che gestiscono il mondo occidentale e cercare di gestire così anche quello orientale, ma marginali come sono, stanno diventando una forza che può scrivere la parola fine sul sistema bancario occidentale che ha intrappolato gran parte del Secondo e del Terzo Mondo e sembra ora in procinto di portare al fallimento il Primo.

Ho potuto rivolgere a Castro tutte le domande che volevo, ho spaziato dalla filosofia alla politica e ho trovato un Fidel Castro particolarmente intuitivo, perspicace, preciso sulla crisi missilistica cubana (Cuban Missile Crisis) e molto lucido su tutti gli argomenti politici dal momento che legge ed è bene informato. Abbiamo parlato di tutto: dall'Angola alle armi nucleari in Sudafrica, dall'embargo di Cuba alle trame e alle macchinazioni del Pentagono, di Kennedy, e soprattutto della politica di Nixon contro Cuba. Abbiamo parlato della nascita del terrorismo contro Cuba fomentato dalla Cia. Castro mi ha ricordato che i primi aerei a essere mai stati dirottati o fatti esplodere, furono proprio aerei cubani attaccati dalla Cia che appoggiava la mafia cubana.

Personalmente ritengo che l'embargo americano contro Cuba sia stato e continui ad essere una tragedia. Rispecchia la politica di vendetta verso il Vietnam del Nord e le sanzioni illegali imposte all'Iraq dopo la guerra del golfo del 1991. È veramente triste che l'America senta di dover sferrar calci contro nemici esterni quando è ormai piuttosto chiaro ed evidente che il nemico si trova all'interno degli Stati Uniti e deve essere combattuto dall'interno come un cancro. Stiamo soltanto indebolendo il 'corpus sanctus' facendo convogliare le nostre energie contro gli altri.

Da quando è iniziata la guerra in Iraq, Cuba è di nuovo in prima pagina. In meno di una settimana, si sono verificati contemporaneamente tre dirottamenti aerei, poi il dirottamento di un traghetto e alla fine dei processi molto duri. "I pirati di quel traghetto sono stati arrestati dalle autorità cubane".

C'è stato un rapido processo al termine del quale i dirottatori sono stati dichiarati colpevoli e quindi condannati alla pena di morte. Meno di otto giorni dopo, sono stati giustiziati.
"Sì, esatto".

Secondo le leggi del diritto internazionale, si tratta di un periodo di tempo eccessivamente breve, soprattutto dopo un processo senza possibilità d?appello. "È vero, ma praticamente siamo in una situazione di guerra".

L'emozione era grande, l'America si apprestava ad invadere l'Iraq e
improvvisamente, dopo anni di calma, a Cuba c'è stata un'esplosione di azioni terroristiche.
"È strano. Il primo dirottamento ha avuto luogo due ore prima dell'inizio della guerra, dopo 19 anni durante i quali non c'era stato un solo dirottamento. Alle 7,05 della sera abbiamo appreso che un aereo passeggeri in viaggio da Nueva-Gerona all'Avana, era stato preso in ostaggio da sei uomini armati di coltelli. Non ne abbiamo saputo più nulla dal momento che sono stati arrestati in territorio americano dove hanno automaticamente ottenuto il diritto di asilo".

Secondo lei esiste un collegamento fra la guerra in Iraq e la ripresa dei dirottamenti aerei a Cuba?
"Sono semplicemente estremamente sospettoso. Il secondo apparecchio è stato dirottato il 31 marzo, il primo era stato dirottato il 19. Fra queste due date i giudici di Miami hanno sollevato i pirati cubani da tutte le accuse di terrorismo e li hanno liberati".

Per quale motivo?
"Perché lo Stato della Florida è governato da una mafia. È lì che si trovano gli estremisti che vogliono creare un conflitto con Cuba. Ora vogliono provocare una crisi come quella del '94, un massiccio esodo".

Io non ci capisco nulla. L' America ha dichiarato guerra al terrorismo e poi rilascia i terroristi!
"È una delle conseguenze della legge 'Cuban Adjustment Act' che dà automaticamente diritto agli emigrati cubani di stabilirsi negli Stati Uniti. Inoltre, il giudice in questione era Lawrence King, lo stesso che non voleva che il piccolo Elian Gonzales tornasse a Cuba, la sua patria natale".

L'80 per cento degli americani sostenne il governo cubano in quella faccenda. In compenso perché avete ordinato così rapidamente l'esecuzione degli autori del dirottamento navale?
"Per arrestare l'ondata di azioni terroristiche, bisognava tagliare il male alla radice. Effettivamente a Cuba ci sono persone che sono state condannate alla pena capitale che aspettano da due a tre anni, ma in questo momento non viviamo certo nel migliore dei mondi!".

Cosa temete, un attacco su una raffineria, sulla televisione?
"Abbiamo perso l'abitudine di
avere paura. Siamo stati minacciati anche con armi nucleari".

Torniamo alla rapidità dell'esecuzione dei pirati dell'aria. Perché? "Non sono spietato, né inaccessibile alle domande di grazia, ma il nostro primo dovere è di difendere il nostro popolo. Per questo non possiamo esitare. Anche se i condannati a morte non sono così colpevoli come coloro che li hanno spinti a compiere l'atto".

Ovvero?
"Il governo americano, è chiaro. Bush è circondato da estremisti come Otto Reich che il Senato americano rifiuta di accreditare come assistente del segretario di Stato per via del suo passato di orrore e menzogna in America centrale. Mi ha fatto male mandare a morire quella gente, ma era necessario. Oggi, un mese e 10 giorni dopo quei sinistri avvenimenti, non c'è più stato un solo dirottamento aereo o navale".

La repressione

Come mai allora fa una distinzione fra i pirati dell?aria, che lei definisce criminali, e i dissidenti? Di recente ne ha mandati in prigione 75 e per periodi di tempo piuttosto lunghi.
"Quella gente vuole distruggere la rivoluzione cubana e per questo riceve molti soldi dagli Stati Uniti".

Cos'è un dissidente? Avete condannato a 28 anni di prigione un giornalista! "È la propaganda internazionale che li ha fatti diventare giornalisti. In verità dei 34 dissidenti presentati come personaggi della stampa, solo quattro erano in possesso di un diploma da giornalista. Per anni siamo stati tolleranti, abbiamo persino perdonato i 1.500 aggressori americani della Baia dei Porci, che sono stati liberati dopo due anni di prigionia, in cambio - è vero - di un'importante consegna di derrate alimentari. Ma oggi viviamo sotto la minaccia di una superpotenza come mai ne sono esistite fino a ora, una superpotenza che annuncia raid preventivi contro oltre 60 paesi del mondo. Non bisogna dimenticare che Cuba fa parte di quella maledetta lista e che ciò è il risultato della mafia cubana a Washington!".

Reagendo troppo duramente non rischia di cadere nella trappola di Bush? "Il mondo è guidato dalla legge della giungla. Se navigando incrociate un barracuda e questo vi raggiunge, se avete paura e tentate di riguadagnare la riva, siete spacciato. Al contrario, se lo fissate dritto negli occhi, l'uccisore se ne va. Un po' come accade con i cani. Ben inteso, non faccio alcun paragone con il presidente degli Stati Uniti. Ma è il principio di tutti i cubani: mai girare le spalle all'aggressore. Da molto tempo difendiamo con dignità questa minuscola isola. Se le sanzioni sono così pesanti è dovuto alle circostanze. Da notare che non si parla mai dei cubani che sono in carcere in Florida. Erano degli agenti incaricati di lottare contro i terroristi che preparavano delle azioni contro Cuba. Vengono trattati in modo piuttosto crudele".

Minacce americane

Mai prima d'ora, eccetto durante la presidenza di Nixon e quella di Kennedy, la rivoluzione cubana è stata tanto minacciata. Le elezioni presidenziali americane sono previste per il 2004, e i falchi che sono intorno a Bush faranno di tutto per vincerle, compreso scatenare una guerra se necessario. Provocare Castro, portarlo a sbagliare, scatenare una vasta campagna d'opinione contro il regime castrista, fa parte dei loro piani.
"Consiglierei a Bush di non fare mai l'errore di attaccare Cuba. Non abbiamo né armi nucleari, chimiche o biologiche, né super bombardieri, tuttavia abbiamo il nostro popolo, uno dei meglio educati al mondo, e il suo senso di patriottismo.
Se i nemici di Cuba intraprendessero questa via, sono sicuro che l'intelligenza trionferebbe sulla forza".

Dimentichiamo la guerra, parliamo delle tappe che potrebbero condurci a una guerra. Bush ha appena vietato ai cubani di Miami di inviare denaro ai loro parenti sull'isola, nel frattempo la situazione in Venezuela ha causato un serio taglio al vostro approvvigionamento di petrolio. L'economia cubana riuscirà a resistere?
"Prima di tutto una correzione: contrariamente a quanto si racconta, il Venezuela non ci fornisce greggio gratuitamente. Ora, è vero che le seccature e le preoccupazioni di Chavez ci hanno obbligato ad acquistare petrolio a prezzi più elevati, ma noi stiamo incentivando e sviluppando la produzione locale, quest'anno ne abbiamo prodotto 700 mila tonnellate in più. Da un punto di vista energetico siamo molto meno dipendenti oggi di quanto lo fossimo all'epoca del crollo dell'Unione Sovietica".

E i versamenti di Miami?
"A Miami non c'è che una minoranza di estremisti che vogliono la morte di Cuba, nella maggior parte dei casi, gli esuli sono dispiaciuti di non poter aiutare le loro famiglie che vivono ancora sull'isola".

Cuba riesce a resistere senza il denaro proveniente dagli Stati Uniti?
"Abbiamo attraversato situazioni ancora più dure. Prima, potevamo rischiare di rimanere completamente isolati, oggi, con le mail, siamo costantemente in contatto col mondo".

La vostra risposta allo scatenamento anti-cubano al momento dell'esecuzione dei pirati e del processo dei dissidenti, è stata pubblicata su due colonne in basso a pagina 5 del 'New York Times'. È un po' poco.
"Non bisogna essere paranoici, né scoraggiarsi. Per un giornale che mente, ce n'è un altro che ristabilisce la verità. Su Internet si trova tutto".

L'origine del terrorismo

Il primo aereo al mondo ad essere dirottato è stato un aereo cubano. Il dirottamento fu eseguito da agenti della mafia di Miami.
"L'epidemia del terrorismo che colpisce il mondo dagli anni '70 risale direttamente ai rimaneggiamenti mafiosi della Cia alla fine degli anni '50, giusto dopo la Rivoluzione. E questo continuerà a lungo. Pensate all'esplosione in volo di un aereo cubano con a bordo 75 passeggeri; era il 1975. Fra settembre '68 e dicembre '84, sono avvenuti 71 dirottamenti di aerei cubani. In un primo momento, i 69 pirati dell'aria sono stati condannati a pene da tre a cinque anni, poi dopo l'accordo di estradizione con gli americani nel '73, le sanzioni sono salite fino a 10 anni. Risultato, dopo 19 anni i dirottamenti aerei sono praticamente cessati".

Una domanda un po' bizzarra: lei è stato un guerrigliero, non è mai stato indotto in tentazione da azioni di questo genere ?
"Sì, una volta, quando eravamo in esilio in Messico. Abbiamo comprato un battello, il Gramma. Il seguito della storia lo conoscete già. A ogni modo, noi non pensavamo a un dirottamento aereo come a un'arma, ma semplicemente come a un mezzo per raggiungere Cuba".

Anche lei ha un sosia come Saddam ?
"Mi piacerebbe molto. Ci si potrebbe dividere il lavoro!".

Cosa pensa della situazione in Iraq? Una guerra di 23 giorni, con poche perdite. "La difficoltà sarà governare il paese. Guardate gli algerini, voglio dire l'esercito francese... ha perso".

Avete inviato truppe in Algeria?
"Sì, abbiamo aiutato coloro che lottavano per l'indipendenza. Abbiamo inviato delle armi affinché i marocchini scortassero le mine di ferro algerine. Fino a quel momento il Marocco aveva intrattenuto buoni rapporti con Cuba.
Ciononostante il Marocco aggredì la giovane Repubblica algerina. Allora abbiamo inviato qualche carro armato".

Il vostro più grande impegno in Africa resta l'Angola? Quanti uomini avete perso?
"Sì, l'Angola e l'Etiopia. Circa 2 mila, contando quelli che sono morti con il Che, gli operai di Granada, i nostri consiglieri in Nicaragua. In Africa, la nostra vittoria sui sudafricani è stata determinante per la fine dell'apartheid".

In che modo ?
"Avevano veramente paura che li invadessimo. Gli americani erano molto annoiati, e anche i russi".

Vuole dire che i sudafricani si sentivano molto vulnerabili?
"Sì, psicologicamente erano sconfitti".

È un interessante punto di vista storico. È per questo che siete vicino a Mandela?
"Sì".
A Cuba ci sono veterani dell'Angola?
"Sì. E dei monumenti alla memoria in ogni comune".

In un certo senso le vostre guerre africane sono il vostro piccolo Vietnam. A lieto fine però.
"La cosa più straordinaria è di essersi battuti, così lontano da Cuba come da Mosca, contro uno Stato che possedeva l'arma nucleare".

È vero che Kissinger vi ha offerto la fine dell'embargo in cambio di un vostro ritiro dall'Angola?
"Gli americani ce l'hanno proposto molte volte, anche nei conflitti dell'America centrale in cui siamo presenti. Sapete, gli americani non sopportano che ci si arrenda. Come hanno fatto i sovietici. Tutto o niente. Chi sono quelli che sono stati salvati dagli americani? Gli haitiani?".

I motivi dell'emigrazione

Chi sono coloro che vogliono lasciare Cuba?
"Il 95 per cento della gente che vuole emigrare lo fa per motivi prima di tutto economici, come nel caso dei messicani, perché sperano di guadagnare 50 volte di più facendo lo stesso mestiere. Sognano di avere un'automobile e tutta una serie di beni materiali. Non si preoccupano né della salute, né dell'educazione. E quelli che non riescono ad ottenere un visto tentano di uscire illegalmente".

Lo fanno perché gli americani accordano i visti più difficilmente, o perché temono, presentandosi come candidati ufficiali all'emigrazione, di essere tacciati come contro-rivoluzionari?
"Gli americani non hanno mai veramente rispettato i nostri mutui accordi. In questo periodo ne avrebbero dovuti dare 10 mila, ne hanno dati 700, cioè meno del 10 per cento.

'Prigionieri di coscienza' o agenti americani?

Cos'è questo Progetto Varela che è stato riconosciuto dalla Ue e ha ricevuto il premio Sakarov, dal nome del famoso dissidente russo?
"Niente più di una delle numerose macchinazioni per creare a Cuba un'opposizione con una parvenza di legalità. Ciò fa parte dei nuovi metodi americani per abbattere la rivoluzione".

Dov'è la novità?
"Gli anni '60 erano gli anni dei piani di invasione, basta ricordare la Baia dei Porci, la crisi dei missili. Voglio dire, è la stessa politica portata avanti con altri metodi. Klausewitz diceva che la guerra è la politica con altri metodi, qui è il contrario: la politica è la guerra con altri metodi".

Senta, 75 dei 95 dissidenti recentemente arrestati sono sempre in prigione. Sono stati tutti condannati a pesanti pene in seguito a processi estremamente rapidi. Si tratta di giornalisti, librai.
"Ed ecco che il signor Stone distorce i fatti! Dove avete pescato simili menzogne?".

È scritto ovunque.
"Goebbels ha fatto lo stesso, ripetere e ancora ripetere, in questo modo le menzogne passano per la verità".

Il 19 aprile l'agenzia Reuters, che non è americana, annunciava che Cuba aveva rifiutato la visita degli ispettori dei diritti dell'uomo.
"È vero. Prima sappiate però che Cuba è il paese che fa più proposte all'Onu in materia di diritti umani. Quindi rifiutiamo questo genere di ispezioni come abbiamo d'altronde rifiutato quelle sui missili. Cuba non accetta questo genere di interventi dall'esterno".

Perché?
"Non abbiamo tempo da perdere. E poi è una questione di onore".

Eppure sulla lista redatta da Amnesty International, l'organizzazione dei diritti dell'uomo, Cuba è lontano dall'essere il peggiore dei paesi. Vi si rimprovera solo la detenzione di 'prigionieri di coscienza', come lo si rimprovera al Messico, al Perù e all'Argentina.
"D'accordo per i 'prigionieri di coscienza', ma Amnesty o l'Onu hanno indagato sulle decine e decine di morti ordinate da Bush con il pretesto della lotta anti-terrorismo, senza parlare degli attentati che sono stati orchestrati contro la mia persona dai diversi governi americani? In più, mentono, questi famosi 'prigionieri di coscienza' sono in realtà dei mercenari".

Siete certo che i 75 dissidenti condannati avevano tutti ricevuto del denaro dagli Stati Uniti?
"In un modo o nell'altro, è stato provato".

Ma molti cubani ricevono soldi dall'estero, dalle loro famiglie, dai loro parenti. È facile essere accusati, no...
"Se non riusciamo a provare che il denaro inviato dai vostri cugini viene dal governo americano, non prendiamo nessuna misura contro di voi. Solo per l'anno 2002, l'agenzia USAid ha inviato qui circa 2,5 milioni di dollari".

Ma perché non spiegarlo alla luce del sole, perché questo processo a porte chiuse? Lei rischia di cadere nella trappola tesa da Bush, che vuole farla passare per un tiranno alla Saddam Hussein.
"In passato abbiamo avuto molti processi pubblici, questa volta si trattava di una situazione di urgenza, bisognava reagire in modo radicale di fronte a questa gente che sfidava apertamente la legge, era necessario mettere un freno all'insolenza della sezione degli interessi americani a Cuba che organizza gli incontri con queste persone. Sa non è che si riunissero per festeggiare degli anniversari!".

Erano legati al Progetto Varela?
"Solo un terzo di loro. Ma questo non ha niente a che vedere con la loro imputazione".

Perché Osvaldo Paya, portavoce del Progetto Varela, non è stato indagato? "Il governo rivoluzionario ha il diritto di non svelare le ragioni per le quali fa arrestare alcuni e non altri. È un privilegio di Stato".

Il Progetto Varela ha ricevuto il premio Sakharov conferitogli dall'Unione europea.
"Ne sono profondamente desolato. I cosiddetti dissidenti cubani rappresentano lo 0,2 per cento della popolazione".

Voi dite che il signor Paya non rappresenta niente, ma lui ha il sostegno dell'opinione internazionale, rischia di diventare un nuovo Mandela!
"Stone, di grazia, come si fa a paragonare quell'individuo a Mandela, un uomo che ha vissuto 25 anni in prigione!".

Perché non vi incontrate con il signor Paya?
"Per fare che? Non ho l'abitudine di perdere tempo con cose stupide".

La critica del socialismo

Castro accetta le critiche?
"Sì, quelle che sono in buona fede".

Ad esempio?
"Io non me ne ricordo, ma fra i nostri intellettuali ci sono diverse concezioni su come costruire il socialismo".

Accettereste che qualcuno dicesse che la rivoluzione, una grande e bella idea, è stata tradita da Castro?
"Penserei che quella persona si sbaglia".

Una simile idea potrebbe essere resa pubblica?
"Sapete qui noi rendiamo pubblici anche i discorsi di Bush! E, regolarmente, i cubani possono esprimere i loro punti di vista alla tv".

Anche i più radicali?
"Si tratta di persone pagate dagli Stati Uniti, mi pare evidente".

No, io parlo di chi critica la rivoluzione. Fino a dove si può arrivare? "L'ex presidente Usa Carter è venuto di recente a Cuba, e il suo discorso è stato trasmesso in diretta. Come quello del papa".
Sono stranieri però. "I cubani possono fare altrettanto. Durante la visita del papa, l'arcivescovo di Santiago, cubano di nascita, ha fatto un discorso molto duro, ha affermato che l'anno migliore per Cuba è stato il 1958, l'anno in cui Batista ha ucciso molte persone, nessuno l'ha interrotto e nemmeno criticato. La gente ha semplicemente lasciato il proprio posto, non è rimasto nemmeno uno spettatore".

Immaginate ch'io sia un giovane regista cubano. Voglio fare un film sui guerriglieri della Sierra Maestra nel 1958-59. La mia idea è mostrare che, dietro la bella immagine romantica degli eroi, ci sono stati dei seri conflitti. Il mio film potrebbe essere proiettato?
"No, perché questo giovane non troverà mai nessuno disposto a collaborare con lui".

Per paura?
"Al contrario, perché i cubani sanno la verità sugli uomini che hanno la responsabilità di questo paese".

Onestamente, non c'è mai stato abuso di potere?
"Senza dubbio, ma mai con spargimento di sangue. Qui non c'è mai stato un caso di tortura, sono pronto a pagare tutto il denaro che volete. Eppure milioni di volte è stato scritto il contrario. Ma noi siamo vaccinati contro questo tipo di menzogne".

Potrei fare un film su Ochoa, il generale che voi avete accusato di abuso di potere?
"Non posso farvi delle promesse, ma possiamo prenderlo in considerazione".

E se io fossi cubano? "Non ce n'è uno che non abbia avuto l'idea, e a ogni modo, non sono io che decido. È faticosa questa abitudine 'Castro ha detto, Castro ha ucciso'. Nessuno parla mai del Consiglio di Stato, un organismo di 31 membri, 31 onorevoli cittadini".

La successione

Immaginiamo un giovane alla guida di Cuba. Sarebbe una ventata d'aria fresca, senza rimettere necessariamente in discussione la rivoluzione. Il tempo di vedere come vanno le cose e l'immagine di Cuba all'estero potrebbe apparire migliore. Non crede?
"Precisiamo due cose: innanzitutto, non sono disposto a fare alcun piacere a Bush. Secondariamente, noi abbiamo ottimi rapporti col mondo intero. Rappresentiamo una sfida per l'opinione pubblica internazionale. Nei più gravi momenti della sua storia, Cuba si è sempre salvata non grazie a quel che pensavano di noi all'estero, ma in virtù dell'eroismo e della tenacia del suo popolo. Quando il blocco socialista si è disgregato nell'Europa dell'Est, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla sopravvivenza della rivoluzione cubana. L'opinione pubblica americana, composta da più di 200 milioni di persone, ha sicuramente un grande peso, e noi abbiamo del resto molti amici negli Stati Uniti, ma ne abbiamo moltissimi anche in Cina, che conta oltre un miliardo e mezzo di abitanti, come pure fra i 500 milioni di africani, le centinaia di milioni di indiani, indonesiani, singalesi. I paesi più sviluppati rappresentano soltanto il 20 per cento della popolazione mondiale".

Qualcuno dice: 'Castro fa molto nel campo sociale, ed è una buona cosa, ma quando lo stomaco è vuoto non si ragiona bene'. Qui si parla di fame, è vero o no?
"Sì, ma non è la stessa cosa che da voi. Qui si può mangiare ogni giorno, magari non una bistecca, certamente, ma non c'è un solo cubano che non goda di una protezione sociale".

Gli americani hanno un'idea fissa: i 'valori democratici'. Dopo quattro mandati consecutivi di Roosevelt, hanno modificato la Costituzione per ridurli al massimo a due. Il cambiamento di governo è considerato come un fatto salutare. Lei invece è al potere da più di 40 anni.
"No, è il popolo che è al potere da 44 anni".

Lei però è il 'caudillo'.
"Rifiuto questa definizione. Io sono una sorta di padre spirituale, non sono neanche presidente della Repubblica, ma soltanto del Consiglio di Stato. Non posso nemmeno nominare un mio amico ambasciatore. Rappresento, essenzialmente, un'autorità morale. Ma se vogliamo parlare dei 'valori democratici' americani, allora diciamo che solo il 50 per cento dei cittadini va a votare, e che il presidente viene eletto con meno del 25 per cento dei suffragi. Da noi almeno l'affluenza alle urne è del 94,5 per cento, anche se il voto non è obbligatorio".

Le sembra normale che un leader resti al potere così a lungo?
"Dipende. Pensi alla regina Vittoria o, in epoca più recente, alla signora Thatcher, che ci è rimasta per 16 anni. Fino a quando c'è il consenso popolare".

Mandela ha lasciato la guida del governo a Mbeki e a quanto pare, almeno sul piano economico, ciò è stato benefico. Ma pur essendosi fatto da parte, continua a essere rispettato. Lei non riesce a immaginare un'uscita di scena analoga?
"Sì, ma solo il giorno in cui l'impero americano cesserà di costituire una minaccia per Cuba. Allora potrò andarmene a pesca, leggere, divertirmi...".

Non crede che un giovane leader potrebbe svolgere le sue funzioni meglio di lei? "Vuole che glielo dica francamente? No. Oggi mi sento meglio che all'epoca della Sierra Maestra. Sono meno ambizioso d'un tempo. E sono contento, perché ho fatto molti progressi sul piano morale. Sono meno egoista. Se avessi amato il potere per il potere, non avrei accettato di correre tanti rischi. Non amo gli onori. Spero solo di riuscire a capire, quando verrà il giorno, se invece d'esser d'aiuto al mio popolo, rappresenterò un fardello".

L'esperienza dimostra - penso ad esempio ad Alessandro Magno che morì senza aver designato un delfino - che bisogna organizzare la propria successione.
"Da cinquant'anni a questa parte non faccio altro che addestrare i giovani. Molto prima della Moncada, avevo organizzato un movimento di 12 mila giovani, con i quali avevo condiviso il carcere e l'esilio, e dopo il nostro trionfo nel 1959, ho continuato a svolgere quest'azione educativa, che è lo scopo della mia vita. Sono pronto all'idea della mia morte, e ho una grande fiducia nel futuro".

Viva la Rivoluzione

Parliamo degli aspetti positivi di Cuba. Cominciamo con l'istruzione.
"Il 100 per cento dei bambini va a scuola. Abbiamo istituti specializzati per i giovani handicappati, che sono circa 50 mila nel nostro paese".

Anche i giovani adulti possono riprendere gli studi.
"Sì, c'è un nuovo programma per quelli fra i 17 e i 30 anni. Hanno diritto a borse di studio e quelli che già lavorano continuano a percepire interamente il salario".

A Cuba c'è il maggior numero di insegnanti al mondo in rapporto alla popolazione.
"Il doppio che nel continente americano. In media, un professore ogni venti studenti. Solo la Danimarca è più avanzata di noi".

Voi utilizzate molto la radio.
"Sono convinto che gli 800 milioni di analfabeti esistenti oggi nel mondo
potrebbero imparare a leggere e scrivere in meno di 5 anni grazie a questo tipo di programmi radiofonici che abbiamo messo a punto".

Cuba vanta un record anche nel campo sanitario.
"Abbiamo 70 mila medici per 11 milioni di abitanti. Il tasso di mortalità infantile, che era del 60 per mille prima del 1959, è sceso al 6,5 per mille. In America è il 7 per mille".

La vita media su quale età si aggira?
"È salita da 61 a 76 anni e speriamo di arrivare ben presto agli 80".

Cuba è famosa anche per i suoi 'dottori' sparsi nel mondo.
"Più di 3 mila medici, pagati dal governo, lavorano all'estero, la maggior parte in regioni molto remote che i loro colleghi occidentali sarebbero incapaci di raggiungere. Questo è quello che io chiamo il nostro capitale umano. I paesi occidentali, dove invece il capitale finanziario viene al primo posto, non potrebbero inviare tanti medici così lontano".

A Cuba non esiste lo sport professionistico.
"Lo sport è un diritto del popolo, un mezzo per migliorare le sue condizioni fisiche e abituarsi allo spirito di sacrificio. Noi possiamo vantare la più alta percentuale pro capite al mondo di medaglie olimpiche".

La pubblicità è proibita, come il divismo.
"Salvo per le campagne contro il fumo, non è consentita a Cuba. Il culto della personalità l'abbiamo bandito fin dai primi giorni della rivoluzione. Nessun nome di un leader vivente può essere utilizzato, ad esempio, per battezzare una scuola o una strada".

Non ci sono manifesti né statue di Castro.
"Nemmeno una. E neanche foto ufficiali".
La popolazione è coperta al 100 per cento da una rete di protezione sociale. E, cosa ancor più sorprendente per un paese socialista, l'85 per cento dei cubani ha una casa in proprietà.
"Nel nostro sistema socialista vi sono persone che ne possiedono anche più d'una, mai decine. L'alloggio non dev'essere un business".
Chi sono i più ricchi a Cuba?
"Gli agricoltori che vendono sui mercati privati e depositano i loro risparmi in banca a un tasso d'interesse dell'8 per cento. Ci sono anche artigiani che lavorano in proprio. E questo crea a volte delle gelosie".

Non ho visto armi da fuoco in circolazione.
"È vero. Gli atti di violenza qui sono rarissimi. Non rientrano nella nostra cultura. Questo dipende, io credo, dalla buona educazione della popolazione".
L'11 settembre

Quali sono state le sue prime reazioni dopo gli attentati dell'11 settembre del 2001?
"Detto sinceramente, mi hanno profondamente ferito".

Ha subito pensato agli arabi?
"No, non esattamente. Innanzitutto, gli afgani non sono arabi. E poi, generalmente, questi atti demenziali vengono compiuti in Medio Oriente a causa del conflitto fra israeliani e palestinesi".

Gli americani sapevano dell'esistenza di Bin Laden, vi sono stati degli avvertimenti provenienti dalla Francia, dalla Germania... Bush avrebbe soffocato sul nascere qualsiasi inchiesta seria poiché avrebbe inferto un colpo fatale al suo governo e alla sua immagine, già scalfita dall'esito delle elezioni presidenziali del 2000, che lei aveva definito fraudolente.
"Sono stati commessi molti errori. Hanno sottovalutato l'avversario sopravvalutando le loro possibilità. Inoltre, tutta l'attività dei loro servizi segreti è basata sul denaro, e soltanto su di esso. Sono tutti sul libro paga, gli agenti, le spie, confidenti. Anche i sovietici erano caduti nella stessa trappola. Noi abbiamo un modesto servizio d'informazioni, basato però sulla cooperazione spontanea, che è più affidabile. Gli americani sono ossessionati dalla moltiplicazione e dall'immagazzinaggio dei dati, possono intercettare 2 miliardi di telefonate contemporaneamente, possono avvistare un'automobile, che dico!, un piattino, dai loro satelliti. Ma il problema, in definitiva, è che spetta sempre all'uomo selezionare tutte queste informazioni, analizzarle e prendere una decisione".

Il vostro è stato il primo paese a esprimere la sua solidarietà agli Stati Uniti. "Ho subito pensato che con la chiusura di tutti gli scali sul loro territorio vi sarebbe stato un grosso problema per gli aerei civili che si apprestavano ad atterrare quel giorno. Così, abbiamo proposto agli americani di mettere a loro disposizione i nostri aeroporti".

Come hanno reagito?
"So che sono venuti a conoscenza della nostra offerta, e ne hanno talvolta fatto cenno nei loro comunicati. Ma, come lei sa, quel giorno non vi era più alcun governo ufficiale negli Usa, non si sapeva nemmeno dov'erano il presidente e il suo vice".

Cuba è stata anche il primo paese a condannare la 'risposta' di Bush al terrorismo.
"L'11 settembre è stato soltanto un pretesto. La politica aggressiva di Bush già preesisteva a quei terribili avvenimenti. Il discorso tenuto in seguito a West Point mirava a instaurare una dittatura mondiale. Non credo che la guerra sia la 'risposta' giusta per eliminare il terrorismo. Al contrario, può soltanto provocarne l'ulteriore diffusione".

Il terrorismo americano contro Cuba
A parte Israele, Cuba è il paese che si è trovato più spesso alle prese con il terrorismo. Per lungo tempo, la politica estera Usa nei vostri confronti si è svolta all'insegna di attentati d'ogni genere. A cominciare dal marzo del 1960 con il sabotaggio della nave francese LaCouvre nel porto di Lisbona. Le armi e munizioni che trasportava erano state legalmente acquistate in una fabbrica belga dal giovane governo cubano. Gli agenti della Cia fecero esplodere il cargo in modo spettacolare. Nel marzo del '61, la raffineria Hermanos Diaz di Santiago viene attaccata, in aprile il più grande emporio commerciale del paese, El Encanto, è distrutto da un incendio doloso, e il mese successivo vengono lanciate bombe sulla città di Santa Clara. Nel frattempo, i dirottamenti aerei di cui abbiamo parlato prima si moltiplicano. L'azione più atroce risale all?ottobre del 1976, quando un aereo di linea cubano esplode in pieno volo con 57 persone a bordo, tutte di nazionalità cubana, più 24 membri dell'equipaggio. "Purtroppo, quel che lei dice è vero. Senza contare i 700 attentati che sono stati orditi contro di me! In 14 mesi, dal novembre del ?61, poco prima dello sbarco alla Baia dei Porci, al gennaio ?63, sono state compiute 5.780 azioni terroristiche contro Cuba, tra cui 717 attacchi molto pesanti contro i nostri impianti industriali, con 234 vittime. Il bilancio complessivo è stato di circa 3.500 morti e più di 2 mila mutilati".

Bush ha dichiarato guerra a Saddam Hussein perché sospettato di possedere armi biologiche, ma già molto tempo prima, gli americani stessi hanno usato queste armi ignobili contro l'Iraq. Nel 1971, sotto la presidenza di Nixon, è stato introdotto a Cuba il virus della peste suina e voi avete dovuto abbattere 500 mila maiali per stroncare l'epidemia. Una fonte non autorizzata della Cia ha parlato di un container contaminato proveniente da Fort Gulik, una base americana situata nella zona del canale di Panama.
"Questo flagello, di origine africana, che non aveva mai colpito la nostra isola, è stato disseminato per ben due volte. Ma c'è stato di peggio: il virus della febbre rossa che provoca emorragie mortali per l'uomo. Nel 1981, contagiò 350.000 persone, provocando 158 vittime, di cui 101 bambini. Nel 1984, il capo di Omega 7 ha riconosciuto che era stato introdotto intenzionalmente a Cuba".

Le accuse americane

Bush vi imputa il possesso di armi batteriologiche.
"Non è Bush che ci accusa di questo, ma Bolton, il funzionario del Dipartimento di Stato che si occupa delle armi strategiche. Un giorno, ha stabilito che stavamo sviluppando un programma di ricerca su questo tipo di armi e che inoltre trasferivamo tecnologie a paesi in cui trovano rifugio gruppi di terroristi. È ridicolo. I nostri laboratori collaborano con scienziati americani per produrre farmaci contro la meningite e alcuni tipi di tumori".

Bush ha lanciato queste accuse proprio nel momento in cui l'ex presidente americano, Jimmy Carter, vi stava facendo visita.
"Evidentemente, lo ha fatto per irritarlo, ma Carter è una persona seria e fortunatamente, visto che si trovava sul posto, abbiamo potuto invitarlo a compiere un sopralluogo nei nostri impianti".

Ken Alibek, l'ex direttore dei programmi sovietici sulle armi batteriologiche, che vive oggi negli Stati Uniti, sostiene che voi possedete ordigni di questo tipo fin dall'inizio degli anni '90.
"Siamo seri! Innanzitutto, potremmo essere fieri di venir considerati una grande potenza in grado di produrre armi del genere. Ma è completamente falso. Per due ragioni: in primo luogo, i nostri scienziati sono stati formati con lo scopo di salvare le vite, e qui lei non troverà mercenari capaci di fabbricare sostanze mortali in cambio di soldi. Secondariamente, non crede che sarebbe davvero folle, per un piccolo paese come il nostro, tentare di metterci in concorrenza con gli Stati Uniti per produrre armi di questo tipo? Oltre ad andare incontro a un disastro economico, ciò sarebbe per noi un suicidio di fronte a uno Stato che possiede migliaia di testate nucleari".

Il mio destino

Lei ha dichiarato che il suo destino era quello di combattere senza tregua contro gli americani. "Sì. Era un pomeriggio del '59. Avevo appena visto degli aerei bombardare delle fattorie sulle montagne. Sia chiaro che non ce l'ho col popolo americano. I cubani, grazie al loro grado d'istruzione, hanno imparato a distinguere fra la politica seguita da un governo, e i semplici cittadini di un dato paese".

Si considera un dinosauro?
"L'esatto contrario. Mi sento come un uccello che esce dal nido. Io volo verso l'eternità. E a volte mi dico che sarei molto contento di ritrovarmi ancora qui nel 3000".

traduzione di Mario Baccianini e Rosalba Fruscalzo


Una vita da leader maximo

Era un inquieto avvocato quando, all´età di 27 anni, Fidel Castro organizzò (1953) un fallito assalto alla caserma Moncada di Santiago. Venne arrestato e condannato a 15 anni. Si autodifese e scrisse il suo testamento ´La storia mi assolverà´. Graziato due anni dopo, si rifugia in Messico.

Da qui nel ´56 rientra clandestinamente a Cuba alla testa di 82 uomini, tra cui Che Guevara per combattere la dittatura di Fulgencio Batista. Vincerà il 1 gennaio del 1959.

Dirigente nazionalista e carismatico, il ´leader maximo´ lancia una vasta politica di nazionalizzazioni dell´industria e la riforma agraria provocando le prime ostilità Usa. Castro cerca allora il sostegno economico dell´Urss. Cuba diventa uno dei terreni di scontro della guerra fredda. La crisi della Baia dei Porci (´61) e quella dei missili (´62) accelerano l´adesione al comunismo. Gli Usa dichiarano l´embargo, tuttora in vigore. La scelta politica provoca contestazioni e repressione. Quando i regimi comunisti si sfaldano, Castro è rimasto a capo di un regime sempre più isolato all´esterno e contestato all´interno.
D. N. Dall´horror alla politica Ripudiato il genere horror del film d´esordio, ´La mano´(1981), con Michael Caine, Oliver Stone, classe 1946, di New York, ha sempre diretto film ´politici´ e fortemente anti Usa: ´Salvador´ (1986), con James Woods e Jams Belushi, e ´Platoon´ (1986), sugli orrori in Vietnam, premiato con quattro Oscar. Con ´Wall Street´ (1987) interpretato da Michael Douglas (che ebbe l´Oscar) e soprattutto con ´Talk Radio´(1988), Stone ritrae le paure della provincia americana. Anche ´Nato il quattro di luglio´(1989), con Tom Cruise, è ispirato alla storia vera di un soldato che torna paralizzato dal Vietnam . Nel 1991 Stone dirige due film: ´The Doors´sul mitico gruppo di Jim Morrison, e ´JFK´, premiato con due Oscar, con Kevin Costner nel ruolo del presidente Kennedy. Con ´Tra cielo e terra´ (1993) è di scena ancora la violenza nel Vietnam. ´Assassini nati´ (1994) racconta la violenza senza ragione. L´anno successivo, attacco al cuore della Casa Bianca con ´Gli intrighi del potere-Nixon´. ´U-Turn. Inversione di marcia´ è del 1997; ´Ogni maledetta domenica´ (1999) entra nel mondo del football. R.T.

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Cartello turistico

by Cubanite (26/09/2003 - 08:52)

Jose Martì, uno degli eroi cubani, forse il più celebrato, dei quali prima o poi dovrò scrivere.

Cartello Jose Marti.jpg

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Problemi di Blog

by Cubanite (26/09/2003 - 08:46)

Questo messaggio ho cercato invano di cancellarlo.
Posso solo modificarlo.
E' una delle tante cose che non vanno nel mio blog. Ho scritto invano alla mail di Clarence.
Sono l'unico ad avere un blog taroccato?

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Cartelloni cubani

by Cubanite (25/09/2003 - 08:35)

Le strade di Cuba sono contornate da cartelloni stradali.
Come i più acuti potranno immaginare, non propagandano bevande o vetture, sono spot turististici (Cuba Si), sociali o, anzi soprattutto, politici ed auto celebrativi.
Spesso ben "disegnati" alcuni mi hanno divertito, come quello che vi faccio vedere ora.

no al fascismo.jpg

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Coco taxi

by Cubanite (24/09/2003 - 20:15)

Purtroppo non sono ancora riuscito ad utilizzare degnamente un camion da trasporto passeggeri. Anche perchè la mia amica è alquanto schizzinosa su certi mezzi, mi chiedo perchè?
A me i mezzi strani ed alternativi piacciono.
Perchè prendere un banale tassi se puoi allegramente salire su un simpatico Coco Taxi che ti porta in giro per la città facendoti prendere fresco al suono di musica ad alto volume?

Coco Taxi.jpgzbr>

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Musica italiana a Cuba: kisha 25

by Cubanite (24/09/2003 - 16:28)

E considerazioni interessanti sulla musica in Italia.
Tratto da www.gramna.cu

Progetto “Kisha 25” “Musica para el desembargo”
Un progetto contro tutti i blocchi

• “Cuba è come una calamita per musicisti come noi. L’Italia è sempre più insensibile, sempre meno presente con gli artisti che potrebbero diffondere la nuova musica italiana all’estero… In Italia fare musica è come vendere uno shampoo!”


Due fratelli calabresi Aldo e Massimo, due bravi musicisti i Kisha 25 . Uno, il maggiore, è medico e sta terminando la specializzazione in chirurgia toracica. Durante l’estate i cubani li hanno visti in molte trasmissioni e l’accoglienza è stata sempre eccellente. Sono “raperos”, (cantanti di rap, ma non solo) come si dice a Cuba, e sono ottimi musicisti che hanno conquiatato un loro spazio a Cuba. “La nostra musica è un intreccio di suoni, di ritmi, di colori, direi. Si rifà a un sigaro cubano speciale formato da tre sigari intercciati).

“Kisha 25 ha cominciato a suonare in pubblico negli anni 90, ma io e mio fratello siamo cresciuti insieme, nella stessa casa e abbiamo sempre fatto musica insieme. Cuba è sempre stata il nostro sogno, la nostra meta, era come una calamita, credo per una questione di energia, un impulso che ti da vita. Nel 2000 siamo venutti a Cuba in vacanza e abbiamo conosciuto diversi musicisti, conosciuto artsti( qui è facile non è come in Europa); siamo venuti per ascoltare la musica. Avvicinammo parecchie persone, artisti e musicisti, e così poi venimmo per partecipare al Festival della Trova di Santiago di Cuba nel 2002, al Festival del Jazz all’Avana, sempre nel 2002, invitati dal maestro Chucho Valdes e ora al Festival del Rap, in agosto. La nostra ambasciata a Cuba è formata da Julio Machado, che è il responsabile degli spettacoli musicali della televisione cubana e Marco Sacchetti che è il nostro amico e rappresentante. Abbiamo portato la nostra musica e anche un pochino di cultura italiana, senza voler essere presuntuosi….

“Nessuno è profeta in patria”, dicevano i romani e questa frase cade a penello nel nostro caso (ma anche nalla realtà di molti giovani musicisti). In italia sono sempre meno gli aiuti dati agli artisti che potrebbero diffondere la nuova musica italiana all’estero. Noi in Spagna siamo in clssifica con Manu Chao e anche in Francia. A Cuba stiamo facendo cose di enorme interesse: abbiamo suonato con “mostri” come Tata Guiness e Changuito, famosi in tutto il mondo, vincitori di due Granmy. L’ambascita (la vera, non Machado) italiana a Cuba ci ha ignorato completamente tutte le volte che siamo venuti. Siamo qui a Cuba con il proposito di imparare e di far musica, non abbiamo pagato mai un centesimo a nessuno, andiamo a suonare invitati, mescoliamo i nostri stili. Julio Machado ci ha conosciuto attraverso Marco, che stima e ci ha invitato, in accordo con tutti gli staff alle trasmissioni più popolari dell’estate come “Justo al medio” o “ A moverse” e altre, perché i giovani cubani ci apprezzano molto e ormai ci conoscono.

Con Changuito abbiamo condiviso la nostra tarantella di origine greco - africana con la musica cubana. Noi non ci trinceriamo dietro al fatto che suoniamo musica italiana: suoniamo il tumbao e siamo facilmente criticabili e ci piace così, ci piace metterci in discussione.

Lo stato italiano obbliga gli artisti ad iscriversi alla SIAE che dovrebe difendere la proprietà intellettuale, ma che in realtà non serve a nulla.

I musicisti cubani che suonano all’estero sono appoggiati dalle istituzioni culturali dell’Isola che pagano loro il viaggio, l’alloggio, che li sostengono e garantiscono i soggiorni all’estero. Noi paghiamo i conributi a istituzioni che non ci tutelano.

Una cosa è essere liberi di auto determinarsi e un’altra essere abbandonati a se stessi. Noi abbiamo un produttore siciliano non grande ma non siamo contrari alle grandi produzioni, con tutto il rispetto della nostra musica, certo. La musica non è una saponetta però, ma in Italia non esiste più l’equilibrio tra un oggetto qualsiasi e la musica: tutto è marketing. E in realtà i giovani non hanno mai occasioni per farsi conoscere, per partecipare a spettacoli televisivi, se non a prezzi molto alti. Noi siamo qui a Cuba (invitati dalla Hermanos Saiz) perché dovevamo fare un concerto in Italia che è stato cancellato perchè - ci è stato detto - Cuba è un paese di terroristi e non si potevano concedere i visti ai musicisti cubani (come è succeso a Miami per i Grammy).

Una ditta molto importante che lavora con prodotti cubani in Italia ci ha detto che preferiva far suonare gruppi di italiani che scopiazzano la musica cubana al posto di geni musicali come Changuito, per esempio…

Le autorità in Italia non appoggiano i giovani artisti, quasi mai. Le autorità di una città piccola come Reggio Calabria, che conoscono perfettamente il Progetto Kisha 25, hanno cercato di metterci i bastoni tra le ruote a proposito del progetto “Cuba, musica para el desembargo”. Quando abbiamo chiesto di sovvenzionare il nostro viaggio aereo all’Avana perchè eravamo stati invitati al Festival Jazz dal maestro Chucho Valdes, hanno risposto che non era possibile perchè altrimenti tutti i musicisti calabresi avrebbero chiesto il pagamento dei bilietti aerei per ogni luogo… In Calabria sono nati artisti eccellenti e innovatori, ma in Italia si offre un’immagine della Calabria che è superata da molti anni. Noi dobbiamo venire a Cuba per suonare, perché il governo italiano non ci offre molte occasioni per farlo. La nostra musica è stata accettata a Cuba, non in un paesino sperduto, parliamo dell’Isola più grande delle Antille, di uno dei centri culturali più importanti di tutta l’America! Avere successo a Cuba è molto importante: chissa se qualche vocina è arrivata anche in Italia…

La nostra musica è un insieme di stili; nei nostri CD abbiamo avuto vari ospiti ecellenti, siamo liberi e incontaminti potrei dire. È una musica comunicativa. Putroppo in Italia e mi ripeto, fare musica è come vendere uno shampoo…

I nostri testi sono in italiano, non in spagnolo. Qui si può parlare di rivoluzione musicale e questo è il paese migliore in questo senso e lo dimostra il fatto che noi che non siamo spalleggiati da grandi produzioni, che non paghiamo nessuno, che non portiamo video clip siamo stati accolti con molto amore e con la stima del pubblico oltre che di moltissimi musicisti.

A Cuba gli artisti hanno la possiblità di incontrarsi, di lavorare insieme di ineragire di fare esperimenti senza competizioni violente. Marco Sacchetti che noi abbiamo conosciuto casualmente, che si occupa di musica e che noi apprezziamo per le sue idee e le sue capacità sta sviluppando questo progetto di Musica para el desembargo, che prevede quattro documentari. Si tratta di musica per la pace, per la giustizia. In Italia si deve pagare per partecipare a qualisiai trasmissione, a qualsiasi festival. Puoi essere il più bravo ma se nessuno paga per te centinaia di migliaia di Euro come artista non avrai possibilità di farti conoscere …qui si danno spazi non solo ai cubani ma anche a noi calabresi.

In Italia Vinicio Capossela ha dormito per cinque anni in un’automobile ed è un grande artista. Enzo Iannacci ha dettopoco tempo fa: “ Come possiamo portare avanti il jazz italiano quando gli organizzatori di Umbria Jazz fanno suonare sempre gli stessi con gli stessi pezzi e sempre sui palchi periferici e nelle ore meno frequentate. Perchè gli altri non possono suonare ? Il nostro progetto Musica per il desembargo ha un significato più che politico, culturale e sociale, per permettere ai musicisti di suonare inseme tutta la musica che piace, senza limiti. Io – dice il fratello maggiore - sono un medico e apprezzo e studio le conoscenze in questo settore che avvengono a Cuba, tutte le novità a proposito dei trapianti polmonari, per esempio …questo sviluppo nel settore della scienza si sperimenta anche nel settore musicale. Musica per il desembargo è fare cultura insieme, alla faccia del blocco che è una decisione anacronistica che non deve esistere più, che gli Stati Uniti devono eliminare, per non parlare del blocco delle relazioni culturali voluto dalla Unione Europea attualmente. Non si può nascondere il cielo con un dito e l’Europa non può certo mpedire e milioni di persone che amano Cuba, la sua realtà, la sua cultura, la sua popolazione, le sue tradizioni di continare a vivere questi momenti di arricchimento reciproco. Una vera follia!

Marco Sacchetti è un grande amico di Cuba, giornalista e corrispondente nel settore musicale del giornale Il Manifesto. Sta svolgendo una profonda ricerca della musica popolare cubana e lavora per creare un ponte culturale, oggi più che mai, tra l’Italia e Cuba, motivato dalle restrizioni della Unione Europea di stile veramente fascista...

Marco attualmente diffondere la musica cubana in Italia e viceversa grazie al sito web: www.frequenciaglobal.com

Egli sta sviluppando un progetto in DVD su 18 temi che coprono un percorso della storia della musica cubana. Nel 2002 ha girato il documentario “Sin embargo Cuba” e poi ha diretto “Jazz a lo cubano” con Cubavision. I Kisha 25 devono anche a lui il loro successo a Cuba, e non saranno i soli giovani musicisti italiani che si faranno conoscere dai cubani perchè – dice Marco – in quest’Isola la cultura si respira, l’arte è presente, la musica è ad altissimo livello e se io fossi un musicista farei un tuffo a Cuba (e non solo nel mare) ogni anno, per scambi, conoscenze ed esperienze che sono sempre decisamente positive...

I giovani Kisha 25 dicono di sì, sì, con la testa, sorridendo.

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Divieti!

by Cubanite (23/09/2003 - 19:40)

no pase.jpg

A Cuba molte cose sono vietate.
Per molti, ma non per tutti.
Attività private, possesso di auto e case, imprenditoria privata.
Come dappertutto basta non disturbar troppo e se serve allungare una "propina".
Come da foto ... ci siamo adeguati.

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La "libreta"

by Cubanite (23/09/2003 - 08:27)

Libreta.jpg

A Cuba difficilmente qualcuno muore di fame.
Lo stato mette a disposizione di ogni cittadino cubano un quantitativo fisso di alcuni alimenti e generi di prima necessita registrati appunto nella Libreta (Tessera Annotaria). Certo il quantitativo non è certo abbondante e di sola libreta non si vivrebbe.
La libreta mensilmente garantisce:
Riso = 6 libbre
Zucchero = 20 once
Fagiolini = 20 once
Sale = 0.75 libre
Caffè = 4 once
Pasta = 0.5 libre
Uova = 2

Annualmente:
Olio = 2 libre
Carne tritata = 8.1 libre
Mortadella = 3.6 libre
Pesce inscatolato = 5 scatolette da 325 grammi
Pesce congelato = 11 once
Pollo = 20 once
Gallina 48 libbre
Sapone per lavare panni = 5
Sapone da bagno = 5
Dentifricio = 7
Detergente liquido 3 flaconi da 1 litro

Una libbra (libra) equivale a 16 Oncie ovvero a 453,59 g.

Inoltre in quantità che non ho capito sono comprese sigarette, pane altri beni sempre a prezzo ridotto (come la qualità).
Certo non è tanto. E bisogna dire che non sempre i prodotti sono disponibili. In aiuto ai meno abbienti arrivano la solidarietà dei familiari e dei parenti all'estero.

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Ritorno alla realta

by Cubanite (21/09/2003 - 23:36)

Caleta Buena.jpg

Sempre difficile dopo una settimana nel mio paradiso.
Come le altre volte ci metterò un po' a crisstallizzare sensazioni ed emozioni.
La differenza, rispetto agli altri ritorni è che almeno per il momento mi sento più tranquillo, non ho addosso quell'inquetudine e quella smania di ripartire che ha caratterizzato tutto il periodo seguente al mese cubano.
In questo troppo breve viaggio - andare fino a Cuba per una sola settimana è una follia - ho scattato molte e foto e impressioni che riporterò qui.
Ora devo recuperare il fuso e le idee.

faccina.bmp

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Partenza e incontro con Isabel

by Cubanite (13/09/2003 - 10:39)

Oltre che con la mia fanciulla, a Cuba potrei far aver rapporti ravvicinati con Isabel, il più terribile uragano degli ultimi anni.

Uragano Isabelle.jpg


(ANSA) - WASHINGTON, 13 SET - Speciali aerei attrezzati per ''dare la caccia'' agli uragani stanno braccando Isabel, il primo uragano a raggiungere forza cinque da cinque anni a questa parte: l'ultimo fu Mitch, che, nel 1998, fece danni inenarrabili nei Caraibi e specie nell'America Centrale, uccidendo circa 11 mila persone tra Nicaragua, Honduras e Guatemala. I venti di Isabel sono ormai costantemente superiori ai 150 km all'ora, secondo il Centro di controllo degli uragani di Miami, che colloca il sistema sull'Atlantico a circa 500 chilometri a est dalle prime terre abitate approssimativamente sulla sua strada, le isole Leeward. (ANSA) 2003-09-13 - 01:28:00


Il sito meteo cubano (per il momento) mi rassicura!

Aviso de Ciclón Tropical
Fecha: 12 de Septiembre de 2003. Hora: 6:00 PM.
AVISO DE CICLON TROPICAL NO. 11.
HURACÁN ISABEL.

... Isabel se mantiene muy intenso con movimiento al Oeste...

El huracán Isabel continúa siendo muy intenso y se mantiene con categoría 5, máxima en la Escala Saffir - Simpson, posee vientos máximos sostenidos de 260 kilómetros por hora y su presión central es ahora de 920 hectoPascal.
Isabel ha persistido en las últimas 12 horas, con su movimiento hacia el Oeste a razón de unos 15 kilómetros por hora. A las seis de la tarde su centro fue estimado en los 21.8 grados de latitud Norte y los 58.7 grados de longitud Oeste, posición que lo sitúa a unos 615 kilómetros al Nortenordeste de las Islas Antigua, grupo Norte de las Antillas Menores.
Se pronostica que en las próximas 12 a 24 horas este intenso huracán se desplazará con similar rumbo y velocidad de traslación, con poco cambio en intensidad.
Isabel, por el momento, no ofrece peligro para nuestro país.

Beh, l'importante è arrivare, se poi ho una ottima scusa per prolungare il soggiorno ... faranno a meno di me.

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Cardinale di Cuba a Corsico - MI

by Cubanite (12/09/2003 - 13:49)

CORSICO (MI) - Dibattito pubblico all’oratorio con il cardinale Jaime Ortega

Il cardinale Jaime Ortega, arcivescovo dell'Avana (nella foto), ha accettato l’invito della comunità religiosa e del Comune di Corsico a visitare la città e a rinsaldare una collaborazione che dura da anni. Oggi, alle 21, il cardinale parteciperà a un dibattito pubblico, organizzato all’oratorio San Luigi di via Dante. Domenica, alle 10, nella chiesa di San Pietro e San Paolo il prelato cubano incontrerà l’arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, e insieme celebreranno la Messa

Potrebbe essere interessante anche per chi come me ha scarso senso religioso, ma partendo domani sarà per me dura andarci.

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- 1 (Habana)

by Cubanite (12/09/2003 - 08:04)

Ci siamo quasi, fra poco rivedrò la magica e calda Habana. In questa settimana credo che resterò fisso nella capitale cubana, salvo qualche puntata in spiaggia. Devo ancora scoprirla questa città che conosco meglio di notte che di giorno.

Alba all'Habana 2.jpg

Alba all'Habana.jpg



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- 2 (Tecniche di pesca)

by Cubanite (11/09/2003 - 07:58)

Continuiamo con le foto, queste scattate sulla spiaggia di Varadero, dimostrano chiaramente 2 cose:
a) che anche tecniche semplici ed antiche sono fruttuose
b) che la mia macchina fotografica o il mio occhio sono fuori asse. La maggior parte delle foto pendono verso l'alto a destra, accidenti.

Tecniche di pesca.jpg


Lancio rete.jpg

controllo rete.jpg

bottino.jpg

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- 3 (Tramonto a Varadero)

by Cubanite (10/09/2003 - 08:50)

Finalmente ho preso il biglietto. Niente parole in questi giorni, solo foto.

Tramonto a Varadero.jpg

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- 4 (Mare)

by Cubanite (09/09/2003 - 08:22)

In giornate come questa come questa, riguardando le foto delle vacanze cubane, come non si può non essere presi da un'irrefrenabile voglia di partire?
Per fortuna sabato è vicino, Cuba, arrivo! :-)

Al mare.jpg

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Foto

by Cubanite (08/09/2003 - 08:03)

Vita da spiaggia.jpg

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Voglia di mare e ...

by Cubanite (07/09/2003 - 14:30)

Che dire vedendo e rivedendo le foto, mi chiedo che ci faccio qui.
Ma per fortuna fra poco ...

Spiaggia di Santa Lucia.jpg

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Willy Chirino

by Cubanite (06/09/2003 - 11:44)

Tanta gente proveniente da tutt'Italia, fra cui una vera moltitudine di cubani, soprattutto belle ragazze, a Verona per sentire il primo concerto italiano di una delle icone della salsa, un vero evento per gli appassionati del genere.
Tante bandiere e bandane cubane, alcune polemiche con la scritta Cuba no es Libre, a sottolineare i testi delle canzoni di Chirino (nello foto)

WillyChirino4.jpg


Che da buon esule cubano, trasferito da qualche decina di anni ha Miami è molto critico o meglio dire totalmente ostile al governo Cubano. Bella serata, anzi direi notte vista l'ora in cui son tornatoa casa da Verona. Dovrò decidermi a imparare quel ballo ... WillyChirino4.jpg

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Concerto caldo

by Cubanite (05/09/2003 - 07:15)

logofest_03.gif

Stasera al Festival Latino Americano a Verona, per la prima volta in Italia, concerto straordinario di Willy Chirino, uno dei più noti interpreti della salsa, conosciuto internazionalmente.
Il concerto avrà giocoforza connotazioni politiche, essendo Chirino un esule cubano trasferito da una trentina d'anni a Miami da dove non ha mai fatto mancare accuse ed attacchi al governo Cubano.
Andrò a sentirlo, sono molto curioso.

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Con che soldi pago a Cuba?

by Cubanite (04/09/2003 - 00:56)

Pesos.jpg

Che Cuba non sia un Paese facile e normale lo si capisce dalla circolazione monetaria.
Credo che sia l'unica nazione al mondo in cui abbiano corso legale addirittura 3 diverse valute che sono:
Pesos cubano: la moneta nazionale in cui i locali vengono pagati (poco). Viene utilizzata per pagare i mezzi di trasporto popolari (spesso vietati agli stranieri) il cibo e i prodotti locali.
Dollaro USA sorprendentemente è di fatto la valuta principale portata dai turisti e dalle rimesse dei cubani all'estero. Sono in dollari i prezzi di tutti i servizi per i turisti e in genere le merci d'importazione. Un Dollaro vale esattamente 26 pesos cubani.
Pesos convertibile Affianca il $ Usa di cui ha esattamente lo stesso valore e viene erogato agli sportelli automatici (che non distribuiscono dollari).
Per fortuna a Cuba circolano solo 2 tipi di monete i "centavos cubani" che valgono davvero poco e i cent convertibili. Non ci sono i centesimi americani.
Le carte di credito Visa e Mastercard sono accettate soprattutto nelle località e negli esercizi molto turistici ma non sempre e ovunque, con la carta di credito si possono prelevare pesos convertibili da pochi sportelli automatici o in banca.
Quasi impossibile farsi accettare l'American Express o i traveler cheques americani
Gli Euro vengono accettati senza problemi a Varadero (cambio 1 = 1 col dollaro) ed è relativamente facile cambiarlo in qualsiasi banca dell'isola.
Cuba per i turisti non è una destinazione economica come si potrebbe pensare.

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Mango & Papaia

by Cubanite (03/09/2003 - 08:22)

Come nella lingua italiana, anche nel cubano (forse esageratamentre considerato da alcuni una lingua) abbondano i doppi sensi.
Per esempio il mango, oltre ad essere uno squisito frutto che abbonda sull'isola, è l'organo maschile.
La papaia quello femminile, per la cronaca se volete assaggiare il frutto meglio che chiediate del "frutto Bomba"-
Ieri sul Corriere della Sera, nelle pagine sportive ho visto la foto del brasiliano Pinga, ovviamente sono morto dal ridere sapendo che è una parola usatissima sull'isola. Che vuol dire?
Guardate la foto!

Mango.jpg

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Che coglioni!

by Cubanite (02/09/2003 - 21:52)

Premessa, ieri c'è stato TV uno dei tanti concorsi di bellezza, Miss Muretto di Alassio.
Alla vincitrice un sito internet co-sponsor della manifestazione ha offerto un viaggio a Cuba. Oggi la polemica da destra:

MISS MURETTO: AZIONE GIOVANI, VINCITRICE SOSTITUISCI PREMIO STRACCIA BIGLIETTO PER CUBA Roma, 1 set. - (Adnkronos) - ''Cara Miss Muretto, se ami la liberta' e vuoi aiutare il popolo cubano, accetta la nostra vacanza e straccia davanti a tutti il biglietto per Cuba.'' Lo ha dichiarato Giovanni Donzelli, dirigente nazionale di Azione Giovani, il partito di Alleanza Nazionale. ''Chiediamo a Miss Muretto -prosegue- soltanto di cambiare vacanza, potrebbe cosi' aiutarci a far capire a tutti che Cuba non e' soltanto quel paradiso naturale di palme, mare e musica''. (Rre/Pn/Adnkronos)
01-SET-03 13:23


Ancora più esteso su www.ilnuovo.it

ROMA - L'elezione di Miss Muretto si trasforma in un caso politico. La rivista on line di Azione Universitaria (il movimento universitario di Alleanza Nazionale), ha chiesto infatti alla giovane Sabrina Conti, vincitrice del concorso di bellezza, di stracciare il viaggio a Cuba ricevuto come premio. In cambio i giovani di An le offrirebbero una vacanza di pari valore economico per una meta a sua scelta.

"Sarebbe un gesto importante - dice Giovanni Donzelli, dirigente nazionale dei giovani di An - per la libertà del popolo cubano. Chiediamo a Miss Muretto soltanto di cambiare vacanza per aiutarci a far capire a tutti che Cuba non è soltanto quel paradiso naturale di palme, mare e musica".

"Il sito di Lovely Cuba, l'agenzia di viaggi che ha sponsorizzato il concorso dibellezza - dichiarano Francesco Grillo e Giorgia Meloni, commissari nazionali di Azione Giovani, e Gianfranco Turino, coordinatore di AzioneGiovani in Calabria - è l'apologia del regime. Siamo rimasti allibiti nel leggere sul sito la storia di Cuba scritta a fantasia soltanto per omaggiare il carnefice Fidel senza nessun riferimento alle repressioni, ai dissidentiche muoiono nelle carceri, alle condanne a morte per reati di opinione, allo sfruttamento del lavoro minorile, alla fame e alla povertà". L'ultima parola spetta ora alla fanciulla.
(1 SETTEMBRE 2003, ORE 16:45)

Spero che la ragazza non sia una povera cerebrolesa.

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Foto di auto storiche

by Cubanite (02/09/2003 - 07:37)

Ecco una piccola raccolta delle meravigliose automobili americane degli anni 50 e 60 che girano per le strade di Cuba. Purtroppo non mi son preso la briga di segnarmi marca e modello, chissà se qualcuno sa riconoscerle?

Auto gialla.jpg

auto blu.jpg

Auto in garage.jpg

Auto nera.jpg
Auto rossa e bianca.jpg

Auto verde.jpg

Auto varie.jpg


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