Calle Obispo da telefono

Calle Obispo è una vivace strada piena di negozi che praticamente taglia in due l'Avana vecchia.
La foto pubblicata, per la sua qualità, è la prova che i telefonini servono per comunicare e non per far foto.
Skibus all'Avana

(Foto Paolo di Cento)
Ad essere sinceri una foto di uno Ski Bus della Val di Fassa circolante sulle strade dell'Avana l'avevo già pubblicata su questo blog. Ma dato che tra i lettori del blog c'è un appassionato che mi ha chiesto di fotografare i bus delle province di TN e BZ che riesco a vedere sull'Isla, pubblico con piacere questa foto di Paolo.
Assemblea Generale dell'ONU con Cuba contro gli USA

Per la tredicesima volta consecutiva, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite appoggia la richiesta cubana sulla rimozione del bloqueo (embargo). Ben 179 Paesi hanno votato per SI.
Contrari 4, ovviamente gli U.S.A. appoggiati da Israele, Palau (la località sarda?
) e le Isole Marshall unica astenuta la Micronesia.
Mi hanno detto che la TV cubana ha trasmesso festeggiamenti in strada dall'Avana, ma temo che non cambierà nulla. Questa decisione ha un carattere etico morale e non esecutivo. Certo è che è impressionante quanto gli U.S.A stiano rimanendo da soli. Tutti i loro alleati, anche i più fedeli (Israele a parte), gli hanno votato contro. Deve essere stata interessante la discussione che ha preceduto le votazioni. Dopo le motivazioni americane sulla necessità di mantenere l'embargo, in un'applauditissimo discorso il delegato cubano il Ministro degli Esteri, Felipe Pérez Roque, ha domandato: "Se il governo degli Stati Uniti è tanto sicuro che Cuba usa l'embargo come un pretesto, perchè non toglie l'embargo e ci lascia senza pretesti?"
Già, perchè?
Notizie su: Reuters - Granma - Granma in italiano - J. Rebelde
AAAA vendesi ......AAAA fittasi!
Chissà perchè non ci ho pensato prima. Usare il blog come una personale bacheca di annunci per vedere se è meglio di Secondamano (Giornale di annunci gratuiti).
Visto il mio trasferimento all'Avana ho da "piazzare" un appartamento e una macchina.
La macchina è una Citroen Xsara 1.8i Break Exclusive superaccessioriata (condizionatore, 4 abs, autoradio comandi volante ..) ottobre 98 con su 80.000 km ... e la "svendo".
L'appartamento è un piccolo bilocale, ben rifinito, a Milano zona Stazione Centrale/Viale Monza. Lo affitto ammobiliato ... a prezzi di mercato.
Per info: commenti o e-mail (colonna a lato)
Di corsa sul Malecon

Nel mio ultimo viaggio ho avuto poco tempo, occasione e diciamolo - voglia - di scattare foto. Ne ho fatte infinitamente meno del solito nonostante avessi sempre con me la fedele macchinetta digitale. Sarà anche perchè non ho fatto assolutamente turismo e non mi sono mai allontanato dall'Avana ed praticamente ero sempre fra casa e ufficio. Un paio di volte però, dal taxi, senza neanche quardare ho scattato devine di foto dal finestrino. La maggior parte sono mosse o inguardabile, alcune, seppur storte non mi dispiacciono e quindi vi toccherà vederle qui sopra ![]()
Tornando alla questione "dollaro", ieri si sono registrati record di vendita della valuta americana. La stampa locale (secondo l'ansalatina) dichiara, perdendo una buona occasione di tacere (secondo me), che questo dimostra la fiducia della popolazione nella "nuova" valuta forte locale il pesos convertibile che, scopro solo ora, a Cuba viene chiamata chavito
Apprensione e code agli uffici di cambio

Ma la vita scorre abbastanza normalmente all'Avana. Certo è che le decisioni di ieri, giunte come un fulmine a ciel sereno hanno sconcertato la popolazione cubana. Ieri pare ci sia stata una corsa a comprare i quotidiani per leggere tutti i nuovi provedimenti economici che prevedono l'imminente sparizione del $ USA come moneta corrente sull'isola. E già da ieri, lunghe code alle "Cadeca" gli uffici cambio per sostituire i dollari con i pesos convertibili evitando così la sovrattassa di cambio del 10% che sarà applicata dall'8 novembre.
Sparisce il dollaro a Cuba?
Bah, questa notizia mi lascia basito e mi preoccupa un po'.
Fidel Castro, nella sua prima apparizione in pubblico dopo l'incidente fa una dichiarazione shock! Annuncia che a partire dal 8 novembre (cavolo ci siamo!) il dollaro U.S.A., di fatto la valuta ufficiale a Cuba, sparirà per essere rimpiazzato dal Pesos Convertibile che ora è cambiato con il dollaro 1 a 1. Mi preoccupa il fatto che si parla di una commissione di ben il 10% sul cambio $ - pesos. Stiamo a vedere ...

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LA HABANA, 25 (ANSA) - El presidente cubano, Fidel Castro, anunció hoy en un mensaje al país que desde el 8 de noviembre dejará de circular el dólar estadounidense, que será reemplazado por el peso convertible. Stessa notizia (più dettagliata come al solito) su Reuters e sul sito del Governo Cubano |
Mare e palme

(Foto Gigi)
Ancora l' Isla de la Juventud, che è circondata da uno splendido mare ed ha (da quanto mi dicono) alcune delle spiagge più belle di Cuba.
Fieston

La festa in onore di Alessandra e Annalisa, due delle tante italiane malate di Cubanite, non poteva che avere che una torta di compleanno raffigurante la bandiera cubana. Torta ottima come ottimi erano i biscotti preparati dalle due festteggiate. E come ogni vero fieston, ieri notte nel bel locale cubano-milanese Lo Stacco, davvero strapieno, non son mancati musica, salsa e ron. E tanta bella gente a festeggiare le due ragazze.
Fidel Castro racconta il suo incidente
In una lunga lettera autografata, il Lider Maximo racconta al suo popolo il suo incidente. La lettera che son certo è stata pubblicata su tutti i quotidiani cubani di ieri, è on line sul Granma, gentilmente tradotta anche in diverse lingue fra cui l'italiano (non sempre impeccabile). La riporto qui sotto nella nostra lingua. Le versioni originali sono qui: italiano e spagnolo
La lettera del compagno Fidel ai suoi compatrioti
Cari compatrioti,
Ieri 20 ottobre, al termine del mio discorso dopo la cerimonia a Santa Clara mi sono fatto male cadendo accidentalmente. Alcune agenzie e altri mezzi di comunicazione hanno divulgato varie versioni sulle cause dell’incidente. Come protagonista e testimonio direttamente danneggiato posso spiegare con precisione le cause del fatto.
Avevo terminato il mio discorso per i laureati della scuola degli istruttori d’arte ed erano circa le dieci della notte. Vari compagni del PCC e del governo sono saliti sulla tribuna per salutarmi. C’era anche Elián, che partecipa sempre a determinate cerimonie. Siamo stati lì per alcuni minuti e poi siamo scesi da quella piccola scala di legno che si usa abitualmente per andare in tribuna ed abbiamo raggiunto la parte del pavimento di granito colorato.
Io stavo andando a sedermi su quella stessa sedia che mi avevano assegnato prima del mio turno in tribuna e stavo camminando sul granito, salutando con entusiasmo gli istruttori e i più di 25 mila cittadini della provincia di Villa Clara invitati.
Quando sono giunto a una ventina di metri dalla prima fila di sedie non ho visto che c’era un gradino relativamente alto tra le sedie e la folla. Il mio piede sinistro è andato sul vuoto per la differenza d’altezza, il dislivello del pavimento. L’impulso e la legge di gravità scoperta da tempo da Newton mi hanno fatto fare un passo falso e così sono caduto in avanti in una frazione di secondo. Per puro istinto ho messo le braccia davanti a me, per ammortizzare il colpo, altrimenti mi sarei fatto molto male al viso e avrei battuto la testa contro il pavimento.
Non posso incolpare nessuno! La responsabilità è stata solo mia! Apparentemente l’emozione di un giorno molto creativo e pieno di simbolismi può spiegare la distrazione...
Quello che è accaduto dopo già si conosce molto bene. Il mio dolore più grande però era l’idea del dispiacere di tutta quella gente, di quei giovani laureati, dei cittadini della regione invitati a una così bella ed commovente attività.
Mi potevo appena muovere. Dopo diversi problemi in mezzo a quella costernazione, riuscii ad entrare nella parte posteriore di un’automobile nella quale viaggiavo e non in una jeep come avevo chiesto. Non c’era nemmeno una jeep! Siamo andati nella casa che mi era stata assegnata per verificare i primi danni dovuti alla caduta, ma quel che si poteva fare lì era davvero poco.
Poi è apparsa un’ambulanza e abbiamo deciso di usarla per il mio trasferimento nella capitale. Evidentemente il dolore e i sintomi indicavano la necessità di analisi più accurate e di possibili interventi chirurgici immediati. Cosi sono andato nella capitale sdraiato su una barella.
Il viaggio in quell’ambulanza che trasportava anche alcuni medici molto competenti e compagni come Carlitos, nonostante alcuni buchi della strada è stato gradevole e comodo. Alcuni analgesici hanno alleviato i dolori acuti.
Così il lavoro è cominciato lungo la strada. Abbiamo telefonato in ufficio e a diversi compagni per far sì che diffondessero informazioni sulla reazione internazionale, perchè comunicassero con precisione quello che era successo.
Abbiamo dato istruzioni, mobilitato mezzi tecnici e personale medico specializzato per avere tutte le condizioni necessarie per le distinte varianti dei danni che si consideravano possibili.
Il presidente Hugo Chávez ha telefonato appena ricevuta la notizia; egli ha conversato con Felipe e ha chiesto di parlare con me. Ci siamo riusciti grazie alle comunicazioni senza filo e nonostante diverse difficoltà, poichè la comunicazione si interrompeva per ragioni tecniche.
Inoltre sono riuscito a conversare con lo stesso mezzo con i ragazzi, i nuovi istruttori d’arte riuniti a Santa Clara, ai quali ho chiesto vivamente di non sospendere la festa organizzata dopo la cerimonia. Con un cellulare posto davanti al microfono ho parlato direttamente ed ho trasmesso il mio messaggio.
Siamo partiti da Santa Clara più o meno alle 23 .00 e siamo andati nel Palazzo della Rivoluzione, dove alcuni compagni mi hanno trasportato a spalla con la barella. Mi hanno portato in una piccola installazione ospedaliera che dispone di un minimo necessario per i casi di emergenza. Dopo alcuni esami clinici eseguiti immediatamente, radiografie, esami del sangue, ecc. è stato precisato che le complicazioni più importanti riguardavano il ginocchio sinistro e la parte superiore del braccio destro, dove l’omero presentava un’incrinatura. La rotula era rotta in otto pezzetti.
Di comune accordo lo specialista e il paziente hanno deciso di procedere a un’operazione immediata al ginocchio e di immobilizzare il braccio destro con una fasciatura semplice.
L’operazione è durata circa tre ore e quindici minuti.
Gli ortopedici hanno riunito e sistemato i pezzi della rotula uno a uno, come tessitori, solidamente, cucendoli con filo di acciaio inossidabile: un lavoro da gioiellieri.
Il paziente ha chiesto ai medici di non dargli sedanti ed è stata usata l’anestesia per via rachidea che addormenta totalmente la parte inferiore del corpo e mantiene intatto il resto dell’organismo. Il paziente ha spiegato che, date le circostanze attuali, era necessario evitare l’anestesia generale per poter attendere vari punti importanti.
Per tutto il tempo dell’operazione il paziente ha mantenuto contatti con il capo del suo ufficio che si trovava anche lui vicino alla sala operatoria, vestito con indumenti sterili.
Per tutto il tempo sono state diffuse le informazioni e date istruzioni sulla situazione creata dalla caduta accidentale.
Al termine della parte chirurgica la gamba sinistra è stata ingessata così come il braccio destro.
Realmente, compatrioti, è stata un’esperienza indimenticabile! Gli specialisti e il paziente hanno analizzato e coordinato perfettamente bene quello che si doveva fare nelle circostanze concrete che si stavano vivendo nel paese e senza perdere un solo minuto.
Dal momento della caduta non ho interrotto il mio lavoro e ho svolto i compiti più importanti che mi corrispondono in coordinamento con tutti gli altri compagni.
Desideravo trasmettere queste notizie in questa serata. Sto bene e non interromperò la comunicazione con voi. Vi esprimo i miei più profondi ringraziamenti per tutte le prove di affetto e di solidarietà che ho ricevuto da voi in questi momenti.
Ognuno dei rivoluzionari cubani sa quello che deve fare in questi istanti. Facciamolo!
Vi prego di scusare la lunghezza del mio messaggio!

Fidel Castro - 21 ottobre 2004- Ore 7.35 pm.
"Bella Stronza"
Vorrei dedicare questa celebre canzone di Marco Masini, che per inciso mi è capitato di sentire un paio di volte all'Avana nella versione castigliana con il titolo, se non ricordo male, "Bella Idiota" alla signora Loyola De Palacio, di nazionalità spagnola, che ricopre la carica, ancora per poco fortunatamente, di Vicepresidente della Commissione Europea.
L'umana signora, come riporta oggi in prima pagina il Corriere della Sera, ha dichiarato "Castro si è fatto male? Tutti speriamo che muoia quanto prima ....". Poi accortasi (quando?) della gaffe ha corretto il tiro dichiarando: Anche se l'unica soluzione per Cuba sarebbe che Castro sparisse, io non mi auguro la morte di nessuno.
Va beh ... è riuscita ad essere meno corretta ed elegante dell'esponente del governo USA che ha augurato al Lider Maximo "una non pronta guarigione".
Pare invece che Fidel Castro, si rimetterà presto. Ieri è stato operato al ginocchio senza anestesia, ma solo con il conforto degli anti dolorifici per poter essere al più presto al lavoro. Ammirazione totale per quest'uomo!
Presidio Modelo, la prigione di Fidel Castro



E' caduto Fidel Castro
Questo titolo enfaticamente sparato da un TG che sentivo distrattamente mentre ancora assonnato mi preparavo un caffè mi ha fatto letteralmente sobbalzare. Per una frazione di secondo ho pensato a chissà quale inaspettata contro rivoluzione. Si è trattato invece di una vera e proprio caduta da uno scalone davanti a 30.000 persone, al termine di un discorso tenuto a Santa Clara (la città di Che Guevara) per la cerimonia della consegna della laurea a molti giovani cubani. Fidel Castro subito dopo si è rialzato e seduto su una sedia si è scusato con i neolaureati per la caduta, dichiarando di essersi probabilmente fratturato un ginocchio e forse un braccio ed ha poi scherzato sull'incidente dichiarandosi curioso di vedere le immagini che domani saranno sulle prime pagine della stampa estera per capire come è caduto.
Credo che al di la delle idee politiche, è difficile non provare ammirazione per quest'uomo che possiede una forza ed un carattere davvero eccezionali, unici ed invidiabili. Non so quanti, non solo anziani di 78 anni, ma baldi giovanotti (e qui penso ai nostri strapagati calciatori) con un paio di frattutre invece di contorcersi dal dolore avrebbero mantenuto la calma, la compostezza, la dignita ed il senso dell'umorismo dimostrato dal leader cubano.
Ho visto il servizio al TG5 e poi al TG1 che probabilmente, come tutti i media, hanno pronti ben altri "coccodrilli",

La foto qui sopra appare in diversi siti ecco la notizia in tre lingue diverse: Repubblica in italiano, Reuters in spagnolo e CNN in inglese.
P.S.: Sul sito del Corriere della Sera ci sono pubblicate un po' di foto
Cosa hanno lasciato i Cicloni all'Avana?

Ormai, almeno nella capitale, sono stati riparati gran parte dei danni causati da Charley che ne aveva investito la parte occidentale il 12 agosto. In settembre la città era letteralmente – e a ragione - terrorizzata dal molto più violento e pericoloso Ivan, che inizialmente sembrava volersi dirigere lungo lo stesso percorso di Charley e poi miracolosamente aveva deviato traiettoria lambendo solo la punta più occidentale dell’isola salvando La Habana che, soprattutto nella parte vecchia, sarebbe stata praticamente distrutta dalla sua furia. Incredibilmente, della scia degli oltre 100 morti lasciati lungo il suo cammino Ivan a Cuba non ha provocato neanche una vittima umana.
Discorso diverso invece per le coltivazioni. Sono state messe a dura prova da entrambi i cicloni soprattutto nella provincia di Pinar del Rio che in quella dell’Avana con distruzione di tonnellate di banane ed agrumi e di altri vegetali. Gli effetti si vedono nei mercati agropecuario avaneri dove la varietà di frutta e verdura è in queste settimane assai scarsa. Rare le banane, totalmente assenti i pomodori (accidenti!), pochissimi gli agrumi.
Si trovano senza particolari difficoltà solo tuberi (patate, yucca, malanga e boniato), Fruta Bomba (papaia) e avocado.
Interessante il fatto che la maggior parte dei vetri di case e uffici, nonché praticamente tutte le vetrine dei negozi hanno sopra bizzarre croci fatte con il nastro adesivo da pacchi come fragile rinforzo e protezione contro la furia degli uragani. Molti privati invece hanno preferito tappare le finestre delle loro case con assi di legno o lastre di metallo e non le rimuoveranno se non a fine della stagione dei cicloni, ovvero a inizio novembre anche se le previsioni, per fortuna, non segnalano nessuna formazione ciclonica nell'Atlantico e quindi il pericolo dovrebbe già essere scampato ... per quest'anno.

Giochi di bimbi

Che bello vedere i bambini giocare e divertirsi per strada con semplici oggetti costruiti da loro con l'aiuto del papà o di un fratello più grande. Qualche asse di legno, due rotelle ed ecco un meraviglioso monopattinno su cui sfrecciare sulle dissestate strade habanere. Se penso ai bimbi delle nostre città, quasi sempre chiusi in casa, circondati da centinaia di costosi giochi che li annoiano subito ...
Bandiere

Nel barrio dove ho abitato nelle ultime settimane del mio ultimo mese cubano, un po' nascoste sono state per qualche giorni affissie queste due bandiere. Per ragioni di spazio, ma soprattutto perchè non l'ho ancora portata a Cuba, mancava quella dell'Inter che come ho già dichiarato sventolerà insieme a quella cubana e al tricolore sul tetto della mia casa, se mai riuscirò ad averne una. Mi sto muovendo nella ricerca, ma è presto per parlarne, son cose delicate ....
Mi è venuto però un dubbio, potrò adornare casa con le bandiere nazionali? Non ci saranno leggi strane (italiane e/o cubane) che lo impediscono? Anche qui in Italia, se uno vuole può far sventolare su un pennone di casa sua il tricolore o è un privilegio/obbligo riservato edifici pubblici? Mah ... dovrò informarmi.
Ancora denuncie e scandali su Guantanamo
Mi pare davvero incredibile che gli americani, che si considerano paladini della libertà e forti di questa investitura vanno armi in pugno dove meglio gli conviene, incappino in vergogne come quella di Guantanamo.
Per l'ennesima volta un prestigioso quutidiano americano, il New York Times, mica la Gazzetta della Martesana, in un articolo denuncia che i prigionieri del SuperLager americano posto in territorio cubano, sono sottoposti a sevizie contrarie da qualsiasi convenzione internazionale. Legati mani e polsi, costretti ad ascoltare musica ad alto volume in prossimità degli altoparlanti, luce sempre accesa. Le autorità militari negano ovviamente.
Ma perchè non si permettono ispezioni o meglio telecamere accese 24 ore su 24 stile "Grande Fratello". Beh, magari il Reality Lager potrebbe essere un successo visti i perversi gusti televisivi occidentali!
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NUEVA YORK, 17 (ANSA) - Los detenidos en la base estadounidense de Guantánamo (Cuba) que no colaboran fueron sometidos a graves maltratos durante largos períodos de tiempo, informaron guardias de esa prisión y agentes de los servicios secretos al periódico New York Times. |
Tensione fra Madrid e l'Avana

Mi dispiace, ma certe scelte sono decisamente autolesionistiche. Si riaccende la crisi fra il governo cubano e quello spagnolo, dopo il sereno portato dall'elezione di Zapatero al posto del "grande nemico" Aznar. Causa dell'irritazione spagnola, la decisione cubana di impedire l'ingresso sull'isola al deputato del Partito Popolare Jorge Moragas che intendeva incontrarsi con dissidenti cubani. Il viaggio di Morales era considerato "fraudolento" e visto all'Avana come "una violazione alla sovranità cubana" oltre ad una "volgare provocazione politica". Il governo spagnolo ha richiamato in patria urgentemente l'ambasciatrice Isabel Allende per chiedere lei spiegazioni e chiarimenti.
La Spagna, è un partner importantissimo per Cuba così come lo è l'Italia. Tra l'altro il governo di Zapatero si stava impegnato per ricucire lo strappo fra l'Unione Europea e Cuba, causato lo scorso anno da forti critiche di Bruxells sulla violazione dei diritti umani a Cuba. Purtroppo anche i rapporti diplomatici con il nostro Paese sono freddissimi se non ostili, fortunatamente solo a livello politico istituzionale. Gli italiani, turisti ed imprenditori (seri) sono benvenuti, ma di certo un clima più sereno sarebbe utile, soprattutto a Cuba che non può permettersi di fare a meno della cooperazione e degli aiuti dell'Europa.
Articoli ANSA e REUTERS. E la versione cubana PRENSA LATINA
Interessante cosa scrivono in Spagna della cosa: El Mundo e
La Vanguardia: Fermeza ante Castro EL diputado y secretario de relaciones internacionales del PP, Jorge Moragas, fue expulsado ayer de Cuba y obligado a subir a un avión de regreso a España bajo amenaza de ser arrestado. Moragas había viajado a la isla con dos diputados holandeses -su país preside ahora la UE- para reunirse con la disidencia. El ministro Moratinos tachó de inaceptable el veto de La Habana y convocó a su embajadora en Madrid, pero añadió que había dado también un "toque de atención" al PP para que las relaciones con Cuba no se conviertan en tema de política interior.
Trinidad Jiménez (PSOE) atribuyó el incidente a la "mala planificación" del diputado, mientras que Gaspar Llamazares (IU) habló de "provocación" del PP para obstaculizar la nueva política de España en Cuba. ¿A qué giro se refiere?Ala voluntad expresada el 12 de noviembre por el nuevo embajador, Carlos Alonso Zaldívar, de revisar la situación. En junio del 2003, la UE había aprobado un paquete de sanciones políticas en protesta por las condenas a 75 disidentes, que incluía invitar a la oposición interior a sus fiestas oficiales. Las palabras de Zaldívar provocaron profundo malestar en la disidencia, dos de cuyos miembros abandonaron la recepción.
El veto cubano a la entrada a tres diputados europeos debe ser reprobado sin reserva alguna. La política del anterior gobierno, que echó por la borda el papel mediador que jugaba la diplomacia española en la isla, no autoriza al actual gobierno a situar el diálogo con el régimen de Castro por delante de la defensa de los derechos humanos y las libertades. Todo cambio en la orientación de la política española y europea debe supeditarse a una apertura real del régimen.
Cuba, l’embargo colpisce la casa di Hemingway
Hemingway lasciò Cuba nel 1960, depresso e malato, per tornare negli Stati Uniti e spararsi alla tempia l'anno successivo. Decisiva, si disse, fu l'invasione della Baia dei porci e l'impossibilità come cittadino americano di tornare sull'isola. La revolucion era ancora in fasce. Ma Fidel Castro, all'epoca un trentenne colto e idealista, intuì subito la straordinaria forza evocativa dell'Hemingway cubano e diede una disposizione in vigore ancora oggi. Lo scrittore doveva diventare una icona caraibica, simbolo dell'antico legame tra l'isola e tutti i gringos — gli americani — che l'hanno amata, la amano e non comprendono le ragioni di questo braccio di ferro impari, che dura da decenni. Oggi l'ultima vittima dell'embargo è proprio Ernest Hemingway, o meglio la sua casa, la dolce magione di San Francisco de Paula, ad una decina di chilometri dalla capitale, dove è vissuto dal 1939 al 1960. Sta cadendo a pezzi, solo gli americani avrebbero i mezzi per salvarla ma le leggi anticastriste non lo permettono.
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La villa dello scrittore Ernest Hemingway nei pressi dell’Avana, a Cuba, conosciuta come Finca Vigia (Carlos Villalon/New York Times) |
Gladys Rodriguez, presidente dell'istituto di giornalismo Hemingway all'Avana, spiega che «i visitatori si devono sentire come se il padrone di casa potesse entrare all'improvviso ed offrir loro un drink».
Tutto molto affascinante, ma proprio come le auto americane anni '50 che percorrono le strade di Cuba questo senso di macchina del tempo è conseguenza di un anacronismo, che fa dell'isola caraibica l'ultimo bastione della guerra fredda nel mondo. La «Finca Vigia», come tutte le case nei climi tropicali, è attaccata da ogni lato dalla pioggia, dalla vegetazione e dalle termiti. I mobili della stanza da letto sono già stati portati al sicuro, in un deposito.
Compresa la scrivania dove Hemingway scrisse i romanzi più celebri. La signora Rodriguez fa capire che Cuba fa il possibile per tenere in piedi la casa, «che è nostra legalmente, ma che moralmente appartiene agli Stati Uniti», e che un aiuto economico da fuori sarebbe il benvenuto, prima che sia troppo tardi.
Qualcuno ci ha già provato, scontrandosi con la legge. Un gruppo di intellettuali americani, tra cui architetti e storici, riuniti attorno alla Hemingway Preservation Foundation, ha chiesto al governo un permesso per aiutare economicamente Cuba a restaurare la Finca Vigia, senza violare l'embargo. L'amministrazione Bush ha risposto di no. I dollari della fondazione — è stata la risposta — aiuterebbero il turismo a Cuba e l'economia di quel Paese.
«Non possiamo dare il permesso ad una iniziativa che metta denaro americano nelle mani di Castro», è il commento dell'ufficio presso il Tesoro Usa che si occupa dell'embargo. E a chi accusa di ottusità il governo, la risposta è che gli Stati Uniti hanno già autorizzato numerose iniziative culturali e umanitarie rispetto a Cuba. Due anni fa, per esempio, la stessa fondazione Hemingway è intervenuta per salvare una raccolta di preziosi documenti e fotografie che era rimasta nella casa. Dal punto di vista storico il materiale è prezioso per gli studiosi, che sospettano che una parte della vita dello scrittore a Cuba sia stata travisata per motivi ideologici dal governo comunista.
«Ma il restauro della casa, di una attrazione turistica cubana è una questione diversa», dicono all'authority dell'embargo. Un avvocato americano si è offerto per cercare una breccia nel no di Washington. Vuole dimostrare che la Finca Vigia è un pezzo di storia americana, non castrista. E vuol far presto. Il prossimo uragano potrebbe arrivare prima e chiudere la questione per sempre.
Rocco Cotroneo
Ho cambiato atteggiamento su Cuba?

Mi è stato fatto notare da più di una persona. Probabilmente, forse neppure troppo inconsciamente, questo mio spazio dedicato a Cuba sta mutando come è mutato il mio approccio all'isola.
Ho aperto questo mio diario all'inizio di agosto del 2003, appena tornato da una meravigliosa ed entusiasmantte vacanza di un mese, allora di Cuba sapevo poco ed ho postato all'inizio imamgini ed impressioni quasi sempre positivissime. Ci sono tornato più volte, non solo da turista, ne ho fatto la mia ragione di vita, arrivando a stravolgere completamente la mia esistenza ed è naturale che sia un po' meno disincantato.
Ma l'entusiasmo rimane immutato, solo appena appannato dalle difficoltà. Ci son tante cose di cui vorrei parlare e di cui scriverò, ma che per tanti motivi dovrò affrontare in maniera non troppo diretta e cruda. Ma prenderò posizioni, lasciando spazio ad una cronaca su Cuba che in Italia trova poco spazio. Informare tenedomi informato ecco, questo è il vero senso di questo blog. Ma non mancheranno foto e scorci di vita, la mia vita all'Avana!
I sigari cubani fanno più paura delle droghe pesanti!

Interessante questa cosa. La fobia anti cubana dell'amministrazione Bush rende dal punto di vista legislativo più pericolosi e quindi punibile il consumo e "spaccio" dei sigari cubani rispetto a eroina e cocaina.
Oddio, confesso, ieri da Cuba son tornato con una decina di Montecristo nr. 2. Ci sarà già l'F.B.I. sulle mie tracce? Che buffoni!
Embargo totale su Montecristo, Partagas e Cohiba EsplendidoPreviste multe severissime, fino a un milione di dollari
Usa, giro di vite sui sigari cubaniVietato l'acquisto agli americani
Fra i maggiori acquirenti Schwarzenegger, amante degli Avana
ROMA - Più che un sigaro, un simbolo. Ma ormai solo per pochissimi privilegiati. Che senz'altro non sono americani. L'embargo degli Stati Uniti sui sigari cubani diventa totale: lo si apprende a Washington da fonti del Tesoro americano. Da pochi giorni i cittadini americani, e anche i residenti permanenti con la green card, non possono più comprare neanche un sigaro cubano, neppure in un paese straniero per consumarlo fuori dagli Usa.
La nuova legge sopprime una precedente disposizione. Fino ad ora era infatti possibile portare negli Stati Uniti Montecristo, Partagas o Cohiba Esplendido (quelli che fumava Fidel Castro) per un valore massimo di 100 dollari. Così, ad esempio, faceva regolarmente, e ora non può più farlo, il governatore della California Arnold Schwarzenegger, grande appassionato di Avana, che non sono in vendita negli Usa.
Le pene sono severissime: multe fino a un milione di dollari per l'impresa che non rispetta la legge, e fino a 250 mila dollari per un singolo cittadino, oltre a pene di carcere fino a 10 anni.
www.repubblica.it (6 ottobre 2004)
Stessa notizia sul Granma
Incredibile!
All'Avana non potevo aggiornare regolarmente il blog perchè non avevo un collegamento internet, ora non ci riesco perchè sia il PC portatile, che contiene tutte le foto scattate nell'ultimo mese, che il PC di casa sono praticamente bloccati. Ci lavorerò su stasera ...

http://cubasi-bloqueono.cubasi.cu/
Come l'immagine suggerisce e i lettori di questo blog sanno, il sottoscritto ama Cuba e il suo popolo ed è quindi contrario al "Bloqueo" ovvero l'embargo USA contro Cuba. Inizia oggi quindi la mia campagna d'informazione in vista del voto con cui Cuba chiede di abrogare queste inumane sanzioni ill 28 ottobre all'assemblea dell'ONU.
Tornato!
Eccomi qui, atterrato da poche ore a Malpensa, devo ancora riprendermi dallo shock termico dei 15 ° gradi di differenza fra l'Habana e Milano.
Mi fermerò in Italia per 3 o 4 settimane (salvo complicazioni) avrò tempo e modo, usufruendo di una linea internet decente, di postar foto e scrivere del mio ultimo mese cubano
Perfecto Amor Equivocado
Questo è il titolo del film cubano ora in cartellone all’Avana. Sono andato a vederlo domenica sera ed è stata un’esperienza interessante non solo per la qualità del film che mi ha anche divertito con i suoi temi così comuni alla maggior parte delle “nuove” pellicole cubane, ovvero un calderone in cui si agitano relazioni umane, sesso, tradimenti, relazioni sentimentali con stranieri, omosessualità e difficoltà della vita quotidiana.
Ma soprattutto mi ha colpito la folla che riempiva completamente, passaggi compresi, il cinema Yara, una grande sala a pochi metri dall’Hotel Habana Libre e dalla rinomata Gelateria Coppellia, nel nuovo Vedado.
L’ingresso costa 2 pesos cubani (davvero poco). Per aggirare la lunghissima coda la mia compagna ha comprato i nostri 4 biglietti da un “bagarino” aggiungendo agli 8 pesos un dollaro.
Fuori dal cinema, a confortar i tantissimi in attesa di entrare anche a film iniziato, parecchi venditori offrivano a pochi pesos maní (arachidi tostate), chicharrónes (ciccioli), biscotti e altri dolci.
Vedrò di andarci più spesso al cinema a Cuba, visto che in Italia non lo faccio più da tempo …
Cronache dall’Avana: muoversi in città
Se non si dispone di un’auto e se non si intende dilapidare parecchi dollari al giorno in taxi, muoversi in citt! non è ne facile ne veloce.
L’Avana è una metropoli di ben oltre due milioni di abitanti con un’estensione di quasi 800 Kmq., considerando che di fatto ha tre “centri” o comunque tre aree in cui si concentrano turisti e attività commerciali, ovvero Habana Vieja (dove è il mio ufficio), Vedado e Miramar, tutte abbastanza distanti fra loro, i chilometri che si possono percorrere giornalmente sono parecchi.
Ad aggravare la mia personale situazione trasferimenti il fatto che abito molto in periferia, nell’occidentale quartiere de La Lisa, a circa una quindicina di chilometri dal luogo di lavoro.
Per il momento non ho un’automobile e quindi cerco di conciliare velocità di trasferimento con il risparmio. Tranne in casi eccezionali, in cui ricorro al costoso (non certo quanto in Italia) TuriTaxi, cerco di muovermi come i cubani non automuniti.
Bisogna perè dire che anche fra i cubani ci sono differenti disponibilità economiche e quindi l’offerta è adeguata a quanto si è disposti a pagare. Ovviamente mi pongo nella fascia alta. Per venire da casa all’ufficio e viceversa ci metto circa un’ora: prima una camminata di quasi un chilometro per raggiungere la strada principale dove mi metto in attesa di un Taxi Collettivo che di solito è una di quelle fumose e fatiscenti ma fantastiche vecchie auto americane che per 20 Pesos Cubani (circa 0,77 $) mi porta fino al lato sinistro Capitolio, a circa 300 metri dall’ufficio. Il viaggio è lungo, dura una quarantina di minuti perchè se non tutti i posti dell’auto sono occupati, l’autista si ferma ogni poche decine di metri per vedere se riesce a caricare altri clienti.
Per chi non puù - e sono molti - spendere 20 pesos, esistono soluzioni piú economiche, anche se lente e scomode. La guagua ovvero il bus che può essere normale o con rimorchio, il tipico camello dell’Avana, che se non erro costano solo mezzo peso, ma sono sempre strapieni, caldi, non proprio profumati e .... a rischio borseggio. A costo zero l’autostop, mezzo praticatissimo che è addirittura organizzato, con punti di raccolta fissi gestiti da un addetto in divisa, l’Ispettore del Traffico che munito di un cartello con sopra scritto Pare (fermati) convince i conducenti delle auto statali (quelle con targa azzurra) a fermarsi per caricare qualche bravo cittadino. Come ho già scritto su queste pagine, se sono in auto do sempre passaggi, oltre a fare un favore a qualcuno è un buon metodo per scambiar 4 chiacchiere e magari, se non sono all’Avana, aver qualcuno in auto che conosce la strada..
Per brevi tragitti in città, ci si può servire dei Cocotaxi (mezzo dollaro a chilometro) o dei più economici Ciclotaxi che non sempre caricano gli stranieri o camminare, cosa che sto facendo abbondantemente!
Per ora, non avendo ancora il collegamento internet in ufficio, non mi possibile inserire immagini, comunque le foto dei mezzi descritti sono già presenti sul blog nella sezione “Trasporti”
Il Bloqueo USA contro Cuba
Da oltre quarant'anni una decina di diverse amministrazioni statunitensi hanno instaurato e mantenuto un embargo (bloqueo) economico, commerciale e turistico nel - finora vano - tentativo di far fallire la rivoluzione cubana e quindi di riportare la piu' grande isola dei Carabi sotto la loro influenza economica e politica, come era di fatto durante il governo Batista.
L'attuale presidente USA, che il sottoscritto si augura venga sonoramente sconfitto nelle elezioni del 2 novembre, ha reso ancor piu' duro e serrato questo embargo promuovendo misure che, come ho gia' scritto nei mesi scorsi, mi paiono disumane e assai crudeli. Tra le tante nuove leggi restrittive, quella che piu' impressiona e' che ora i cubani americani potranno far visita alle loro famiglie in Cuba solo una volta ogni 3 anni per un tempo massimo di 2 settimane e non potranno spendere a Cuba piu' di 50 $ al giorno (il costo del noleggio di un auto). Migliaia o forse decine di migliaia di persone non potranno riabbracciare i loro genitori, figli o mogli che una volta ogni 36 mesi, oltre ad avere grosse difficoltà e limitazioni a mandar loro denaro o regali!
Parlando di macroeconomia, il primo ministro cubano Felipe Perez Roque ha dichiarato che a causa del blocco Cuba perde ogni anno 1.803 milioni di dollari per mancate vendite, costi superiori per gli approvvigionamenti e mancato accesso ai circuiti finanziari internazionali. Mentre, per se non risolvere, almeno sensibilmente alleviare i problemi delle famiglie cubane, sarebbero sufficienti 1.532 milioni di dollari: 1.000 per costruire 100.000 nuove abitazioni, 180 fornire direttamente con il gas 2.400.000 nuclei familiari, 52 per raddoppiare la quota di pollo che si distribuisce con la libreta (tessera annotaria) e con 300 milioni si potrebbero modernizzare le centrali elettriche (o costruirne nuove) per risolvere il grave problema degli apagones (black out). Ovviamente non ho la minima possibilita', ne tanto meno le conoscenze, per capire se queste cifre sono vere o solo verosimili.
Il 28 ottobre all'assemblea dell'ONU i delegati dei 191 paesi membri, come ogni anno, saranno chiamati a votare sulla richiesta cubana di eliminare l'embargo. Ma se non ricordo male gli USA hanno diritto di veto, quindi ...
Media cubani (1)
Informarsi a Cuba non è facile sulle questioni locali, figuriamoci poi sui temi internazionali. Tuttavia, per sapere qualcosa del Paese in cui vivo, per non restare completamente fuori dal mondo, per cercare di segnare qualche piccolo passo nell'ardua impresa di capirlo ed anche per migliorare la mia conoscenza della lingua locale, compro ogni giorno, quando li trovo, i due quotidiani nazionali Granma e Rebelde.
Sono entrambi in formato tabloid con 8 pagine (2 fogli). Il Granma ha intestazione e alcuni titoli o caratteri in rosso ed e' l'Organo Ufficiale del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, Rebelde invece ha titoli e alcuni caratteri in azzurro e' il Diario della Gioventu' Cubana. Sara' per l'abbinamento dei colori che mi ricordano la beneamata Inter o per il fatto che del tutto arbitrariamente, come tanti miei coetanei, a quaranta anni passati mi continuo a considerare giovane, preferisco il secondo. Ufficialmente il loro prezzo è di 20 centavos ma vengono venduti per strada, in genere da vecchietti, a 1 peso cubano.
Non è in realta' che si differiscano di molto, quasi sempre danno la stesso risalto alle medesime notizie a volte in maniera agli occhi di un occidentale abbastanza curioso. Da un paio di giorni è in visita a Cuba Sua Eccellenza Izmar Omar Guelleh, il Presidente della Repubblica di Djibouti (immagino sia Gibuti). Per fortuna nei giorni scorsi hanno pubblicato una cartina del Corno d'Africa dove si trova questo paese che da quanto mi par di capire è ricco solo di miseria e siccita', cosi' che il sottoscritto e sono certo la stragrande maggioranza dei lettori cubani, abbiamo scoperto la sua esistenza. Il perchè di tanto interesse per questa visita davvero mi sfugge, certo è che Cuba purtroppo non ha tanti amici, ben venga quindi anche uno semi-sconosciuto staterello africano.
Doveroso dire che anche i TG della televisione cubana ricalcano le notizie dei quotidiani. Completamente assente la cronaca nera, che sia pur non a livelli di Paesi vicini come Haiti, USA e Mexico per esempio, non manca affatto da quanto si sente dal tam tam del Barrio (quartiere) ...











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